Oliver Kahn, storico portiere del Bayern Monaco e della nazionale tedesca. Soprannominato ‘Der Titan’ per via della sua imponente mole, Kahn è considerato uno dei portieri più forti e più vincenti di sempre. Nato a Karlsruher il 15 giugno del 1969, ha legato la sua carriera a due maglie: quella del Karlsruher appunto e quella del Bayern Monaco.
Per lui parla il suo palmarés: otto campionati tedeschi, sei coppe di Germania, una Coppa UEFA una Coppa Intercontinentale e soprattutto una Champions League vinta in finale contro il Valencia, dove fu assoluto protagonista della lotteria dei rigori, con tre tiri dal dischetto neutralizzati. Ma, dopo la vittoria, Kahn andò a consolare il collega Santiago Canizares, sapendo come ci si sente avendo perso la finale contro il Manchester United nel recupero. Kahn è stato un uomo chiave delle squadre in cui ha giocato, un motivatore ed un leader indiscusso. Dotato di forte carisma, rimproverava duramente i suoi difensori quando sbagliavano. Con la nazionale tedesca ha vinto l’Europeo del 1996. E’ stato nominato per 5 volte portiere tedesco dell’anno, per 3 miglior portiere al mondo ed è stato votato addirittura miglior giocatore del Mondiale 2002, cosa rarissima per un portiere.
Ha raccontato che ha temprato il carattere guardando da adolescente film come Rambo, Rocky e Wall Street. Da ragazzino, nel Karlsruher, ha vissuto momenti difficili. Si allenava con la prima squadra e sotto la doccia gli urinavano sulle gambe, era un segnale dei senatori per il rispetto delle gerarchie: “Dovevi stare zitto e non reagire, chiunque cerca l’ affermazione deve imparare a mandar giù amaro”. Altro episodio sul tema urina: tirò un bicchiere colmo contro il medico dell’ antidoping che pretendeva un bis, in quanto assente nel momento della minzione. La UEFA lo squalificò.
Idolo dei tifosi delle squadre in cui ha giocato, un po’ meno degli avversari. A Friburgo gli aprirono la fronte tirandogli una pallina da golf, altrove gli gettavano delle banane, per le movenze scimmiesche: “Invece di offendermi, mi hanno rafforzato”. E quando a Kahn chiesero dell’ attaccante più forte incontrato, rispose: “Ronaldo era il migliore, ma quello che mi ha irritato di più è Inzaghi. Non è certo un supercampione, però mi ha sempre segnato. Sempre! Che nervi!”.
Schweinsteiger raccontò: “Nel 2002 esordii in prima squadra al Bayern Monaco. Il mio posto nello spogliatoio era quello vicino ad un monumento come Oliver Kahn. La prima volta che mi parlò era il 2005. Ogni giocatore in cabina aveva il suo asciugamano, uno solo. Stranamente non l’avevo io. Ho pensato: ‘Dove sarà?’. Poi ho visto affianco a me Ollie che si asciugava i capelli con uno e i guanti con un altro“. L’ex portiere del Bayern Monaco e della Germania è finito al centro del gossip per la vita sentimentale abbastanza tormentata. Suscitò clamore quando lasciò la moglie, incinta di otto mesi, perché attratto da un’affascinante cameriera, Verena Kerth. Per lui, numero uno in campo, non era ancora appagante e così poco tempo dopo mollò la donna per la modella tedesca, Giulia Siegel. Dal 2011 l’ex calciatore vive con Svenja, sua nuova moglie.
Un estremo difensore dalla doppia personalità, un po’ dottor Jekyll, un po’ mister Hyde: ne sanno qualcosa Klose, rincorso a muso duro per aver contrastato un’uscita non proprio tenera del portiere tedesco e Brdaric, preso al collo da Kahn. Come lui stesso ha raccontato, non ha risparmiato nemmeno i bambini: ad un evento benefico con ragazzini di 9 anni, ha parato ogni singolo rigore dicendo che non poteva perdere. La cosa assurda è che ogni gol subìto avrebbe fruttato una somma in denaro all’associazione, ma Kahn preferì rimanere imbattuto. Insomma, va bene voler vincere sempre, ma in questo caso si poteva fare un’eccezione. In basso il VIDEO che racconta la grandezza di questo portiere.
E o aniversariante de hoje é o mito: @OliverKahn! #Kahn está fazendo 49 anos. ??
Que goleiro, que lenda, que homem! ?#MiaSanMia #FCBayern pic.twitter.com/f27PHQGHUw
— FC Bayern Brasil (@BayernMunchenBR) June 15, 2018
