Olympique Marsiglia: storia di scandali, doping e malavita

Dalla finale vinta col Milan alle cessioni dei giocatori simbolo: storia di un club che non riesce a "trovare pace"

La storia di tutti i club calcistici è segnata da episodi equivoci, spiacevoli, perfetti per una puntata di “Blu notte” e le sottili metafore di Carlo Lucarelli.
In Francia c’è un club che nella sua storia ha dovuto sempre giustificare episodi “difficili”, e non stiamo parlando di scaramucce post-partita, ma di rapporti con la malavita e scandali gravissimi. Di quale club stiamo parlando? Dell’Olympique Marsiglia.

Dal 1899, data della sua fondazione, l’OM fa parlare di se per storie degne di un film di Hitchcock, la prima di tutte risale al 1938, quando saltò fuori che alcuni giocatori non avevano svolto il servizio militare: in quell’occasione, Jean Bastien e Abdelkader Ben Bouali vennero privati dei propri cartellini ed il secondo finì addirittura in prigione in compagnia di un dirigente del Marsiglia.
Nel 1972, anno del primo double del club, toccò al presidente Marcel Lecrerc finire in carcere, per aver intascato illegalmente soldi appartenenti al club.

Ma l’anno degli scandali più clamorosi è il 1993, in cui i francesi vinsero campionato e Champions League: sulla finale europea giocata contro il Milan, esistono ancora oggi sospetti di doping.
A dichiararlo fu proprio Jean-Jacques Eydelie, ex centrocampista dell’OM: «In tutti i club in cui ho giocato, Bastia a parte, ho visto praticare il doping. La finale di Coppa dei Campioni del 1993 è stata, per quello che mi riguarda, l’unica occasione in cui ho accettato di farlo anch’io. Ci fu una seduta obbligatoria di iniezioni. Solo Rudi Voeller si rifiutò. Durante la partita mi sono sentito diverso, il mio fisico rispondeva in modo differente allo sforzo».
In campionato invece, fu la corruzione il marchio di fabbrica del mai domo Marsiglia, come rivelò un giocatore del Valenciennes: il presidente e il direttore generale finirono in manette e la squadra retrocedette in Ligue 2.marsiglia

Gli ultimi scandali sono scoppiati a causa di presunti intrecci con la malavita locale, che avrebbe intascato soldi dall’acquisto di giocatori importanti come Blanc, Ravanelli, Drogba, Gignac, Nasri: anche questa volta, diverse persone finiscono in galera, come l’attuale allenatore del Montpellier Roland Courbis.
Nell’affare Nasri (ceduto all’Arsenal nel 2008) ci sarebbero in ballo addirittura 6 milioni. La Procura ha così comandato l’arresto dell’attuale presidente Labrune, ma anche del dg Perez e degli ex presidenti Dassier ePape Diouf. Nessun fermo, a sorpresa, per l’ex ds Anigo – il cui figlio è stato assassinato dalla mafia localeche comunque oggi vive a Marrakech lavorando come osservatore dell’OM.

Adesso il club sarebbe finito nel mirino del principe saudita Al Saud, che vorrebbe acquistare il club per portarlo ai vertici del calcio mondiale… sempre che qualche nuovo scandalo non fermi il processo.