Palestina chiede alla Fifa la sospensione di Israele: “ci sono guerre più importanti di altre”

La Palestina chiede alla Fifa la sospensione di Israele sulla base delle violazioni dei diritti umani commesse nella Striscia di Gaza

Entro il prossimo 20 luglio, il Consiglio della Fifa deciderà se accogliere o meno la richiesta della Palestina di sospendere la Federazione israeliana. La Federazione palestinese (PFA) aveva proposto per la prima volta di sanzionare e sospendere l’associazione israeliana già in aprile, sulla base delle violazioni dei diritti umani e del diritto umanitario commesse nella Striscia di Gaza.

Il conflitto è iniziato, lo scorso 7 ottobre, con un attacco di Hamas nel sud di Israele: i militanti palestinesi hanno ucciso circa 1200 persone e catturato 250 ostaggi. Il Ministero della Sanità di Gaza afferma che più di 35.000 palestinesi sono stati uccisi nella guerra che ne è seguita, senza distinguere tra civili e combattenti.

La PFA ha chiesto un voto per l’esclusione di Israele al Congresso della Fifa, cosa che è stata sostenuta in sala dalla Federcalcio giordana. Il presidente della Fifa Gianni Infantino ha affermato che spetta al Consiglio prendere una decisione, dopo aver richiesto una valutazione giuridica indipendente. “Il calcio non deve e non dovrebbe mai diventare ostaggio della politica e restare sempre un vettore di pace, una fonte di speranza, una forza del bene, che unisce le persone invece di dividerle“, ha dichiarato Infantino.

Tutte e tre queste proposte (della PFA) rientrano nella competenza del Consiglio Fifa e devono quindi essere trattate da questo organismo. Ora, data l’evidente delicatezza di queste questioni, la Fifa incaricherà, fin d’ora, esperti legali indipendenti per analizzare e valutare le tre richieste e garantire che gli statuti e i regolamenti della Fifa siano applicati nel modo corretto al fine di garantire un processo giusto e dovuto. Questa valutazione legale dovrà tenere conto degli input e delle rivendicazioni di entrambe le federazioni affiliate. I risultati di questa analisi e le raccomandazioni che seguiranno da questa analisi saranno successivamente inoltrati al Consiglio Fifa“.

A causa dell’urgenza della situazione, un Consiglio straordinario della Fifa sarà convocato prima del 20 luglio di quest’anno, per esaminare i risultati della valutazione giuridica e prendere le decisioni appropriate. Confido che il Congresso possa sostenere che si proceda in questo modo“.

Intervenendo prima che Infantino concludesse il dibattito, il presidente della Federcalcio palestinese Jibril Rajoub ha dichiarato: “quanto ancora dovrà soffrire la famiglia del calcio palestinese affinché la Fifa agisca con la stessa severità e urgenza come ha fatto in altri casi? La Fifa considera alcune guerre più importanti di altre e alcune vittime più significative? Vi chiedo di stare dalla parte giusta della storia. La sofferenza di milioni di persone, tra cui migliaia di calciatori, merita altrettanto. Se non ora, quando? Signor Presidente, la palla è nel suo campo“.

Il suo omologo israeliano, Moshe Zuares, ha detto che dal 7 ottobre la vita degli israeliani “è diventata un inferno“. “Sette mesi dopo quel terribile giorno, quando le partite di calcio non possono essere giocate in gran parte di Israele, nel nord e nel sud, e più di 130 israeliani sono ancora detenuti a Gaza, è un’ingiustizia che anche in queste circostanze ci troviamo a lottare per i nostri diritti fondamentali, il diritto di far parte del gioco. Siamo di fronte a un tentativo cinico, politico e ostile da parte dell’associazione palestinese di danneggiare il calcio israeliano. Niente mi renderà più orgoglioso che guidare, in futuro, quando l’atmosfera sarà giusta, una squadra israeliana (in) una partita amichevole contro i palestinesi. Ciò contribuirà sicuramente a un futuro migliore per entrambi i popoli. La mia mano è sempre tesa, anche se l’altra rimane serrata“.