Pirlo racconta i due momenti topici della sua carriera – Azzardare un commento su uno dei più grandi registi che il calcio italiano abbia mai avuto sarebbe inutile e superfluo, perché a parlare per lui sono i tanti titoli messi in bacheca con le maglie di Milan e Juventus. Oltre alle gioie con la Nazionale Under 21 e con quella maggiore, dove rimarrà per sempre nella sua storia per il Mondiale tedesco vinto nel 2006. Stiamo parlando di Andrea Pirlo che, in un’intervista rilascia a “L’Equipe”, ripercorre due momenti significativi della sua carriera, uno di grande felicità e l’altro di profonda delusione. Partiamo dal primo, ovvero l’assist per Grosso nella semifinale mondiale contro la Germania nel 2006, a cui ha fatto seguito il raddoppio di Del Piero: “Quelli sono stati forse i migliori minuti della mia carriera. Fantastici, interminabili. Ho pensato che fra quei due gol fosse passato un secolo anche se si trattava di un paio di minuti. E’ stato qualcosa di indescrivibile. Eravamo qualificati alla finale di un Mondiale, battendo la Germania a casa sua, a Dortmund dove non aveva mai perso. E poi la finale, un’attesa infinita. Quando si entra in campo vedi la Coppa del Mondo e non sai se sarai tu a sollevarla. A fine partita non ti rendi nemmeno conto che sei diventato campione del mondo”.
Pirlo racconta i due momenti topici della sua carriera – Di contro il momento più brutto resta Istanbul 2005, quando il Milan perse ai rigori con il Liverpool dopo essere stato avanti 3-0: “In campo ho pianto ma quando sono rientrato nello spogliatoio, il più triste che abbia mai visto nella mia carriera, c’era tanta di quella disillusione e amarezza che non riuscivo nemmeno a piangere. C’era un’atmosfera surreale dopo una partita surreale. Perdere una finale in quel modo – sottolinea Pirlo – è quasi impossibile che possa succedere di nuovo. Non lo auguro a nessuno”.








