Potrebbe essere attuata in Inghilterra ,più precisamente nella National Football League, la famosa “Legge Rooney“. Stabilita nel 2003, la norma obbliga le squadre della NfL a fare un colloquio anche a candidati delle minoranze (specialmente quelli afro-americani), per garantire loro posizioni di alto livello come quella di allenatore. Secondo il capo della PFA, l’assocalciatori inglese, Gordon Taylor, c’e’ una “forte resistenza” da parte dei club d’Oltremanica a ingaggiare manager di colore. Tra i 92 club professionistici inglesi, soltanto 2 (il Carlisle e l’Huddersfield) hanno allenatori neri: Keith Curle e Chris Powell.
Su questa legge e sulla fantomatica “resistenza” dei club inglesi a ingaggiare allenatori di colore si sono espressi due importanti figure del calcio internazionale come Mourinho e Seedorf. L’ex allenatore dell’Inter parla di meritocrazia e non di razzismo: “il mondo del calcio non e’ cosi’ stupido da chiudere le porte alla gente. Se sei bravo, ottieni il lavoro. Se sei il migliore, ottieni il meglio”. Mentre l’olandese commenta con un pizzico di amarezza: “E’ triste vedere che ci sono pochissimi allenatori neri. Degli ex giocatori di colore, quanti sono diventati allenatori?. E’ vero che non dovremmo vedere solo il colore della pelle ma e’ un aspetto anche questo”.