“Stavo mandando un messaggio, era tutto tranquillo, tutto normale. Eravamo protetti dalla polizia che ci stava scortando, non avevamo paura, poi lo scoppio. Pensavo fosse esplosa una gomma, invece ci stavano sparando addosso. Il Bodyguard ha ordinato all’autista di frenare. Io ero in sesta o settima fila, per chi era davanti è stato uno choc ancora maggiore” sono le parole, riportate dal sito della Gazzetta dello Sport, di Michal Kadlec. Il terzino del Fenerbahce ha raccontato alla Bild l’assalto al bus della squadra turca: “è stata l’esperienza più brutta della mia vita”.
L’autista del bus è stato colpito dalle schegge del vetro rotto, perdendo molto sangue. Kadlec ha dichiarato:“so che ora sta meglio. C’era sangue ovunque, è stata l’esperienza più brutta della mia vita. Ci volevano uccidere. L’assalto è stato pianificato, è evidente. Qualcuno sapeva che saremmo passati su quel ponte. Un miracolo che le cose non siano finite in tragedia”.