Gli operai che hanno trovato morte nei lavori che si stanno effettuando per Qatar 2022, verranno ricordati con trenta elmetti disposti nell’Hotel Sheraton presente sulla baia di Doha. A prendere la decisione è stata la Confederazione sindacale internazionale (Ituc), che vuole così rendere omaggio a chi ha perso e continua a perdere la vita per condizioni lavorative disumane. Il numero di trenta non è casuale in quanto, secondo alcuni reportage, rappresenta addirittura la media mensile di operai indiani e nepalesi che muoiono in Qatar. A riferirlo è il portale ‘Doha News’, che spiega come il precedente dato sia stato fornito dalle ambasciate del Nepal e dell’India a Doah. A tal proposito ha parlato Sharan Barrow, segretario generale dell’Ituc: “I Mondiali dovrebbero assegnarli ad un’altra nazione, a meno che il Qatar non cambi radicalmente, abolendo il sistema della Kafala, introducendo un minimo salariale e consentendo ai lavoratori di costituire organizzazioni sindacali. Tutto ciò deve essere prodotto dal cambiamento“. La Kafala è una legge applicata ai lavoratori stranieri, che impedisce loro di poter lasciare il paese senza l’autorizzazione del proprio datore di lavoro. A tal proposito ha destato scalpore la storia di Zahir Belounis, che vi abbiamo già raccontato da queste pagine, e che viene presa ad esempio da Barrow come emblema dei disagi lavorativi di oltre un milione e trecentomila lavoratori. Belounis, dopo mesi di sofferenze, solo nei giorni scorsi ha potuto far ritorno in Francia. Insomma, le polemiche relative ai morti durante i lavori di Qatar 2022, già documentate qui, non smettono di sollevarsi.
Qatar 2022, gli operai morti verranno ricordati con trenta elmetti