Ranieri a tutto tondo: spiega i suoi fallimenti e le mosse del Leicester vincente

Claudio Ranieri ha parlato in una lunga intervista fiume rispondendo alle domande dell'Istituto Italiano di Cultura di Londra

Un’ora e mezza di botta e risposta per soddisfare le curiosita’ di tanti suoi connazionali. Ieri sera l’Istituto Italiano di Cultura di Londra ha voluto rendere omaggio a Claudio Ranieri, fresco vincitore della Premier League col Leicester e protagonista di un incontro aperto al pubblico in cui ha raccontato dell’impresa appena compiuta, raccogliendo gli applausi dei tanti connazionali che hanno affollato la sala in ogni ordine di posto. Ranieri ha inizialmente risposto alle domande che gli sono state sottoposte da Marco Delogu, direttore dell’ICI Londra, e John Foot, docente di storia all’Universita’ di Bristol ed esperto del calcio italiano. Poi la parola e’ passata al pubblico, al quale Ranieri si e’ concesso con la cordialita’ che lo contraddistingue. “Siamo ancora come un vulcano in piena – ha esordito il tecnico romano – e solo piu’ avanti ci potremo davvero spiegare come questo sia successo. Tutti facevano il tifo per noi, ma il calcio e’ pericoloso. Ci ho creduto solo quando Hazard ha segnato contro il Tottenham e l’arbitro ha fischiato la fine”. Si e’ poi entrati nel vivo parlando delle aspettative di Ranieri al momento in cui ha assunto l’incarico sulla panchina del Leicester: “Ero rimasto male per come erano andate le cose con la nazionale greca, non avevo potuto svolgere a pieno il mio lavoro, niente amichevoli, vedevo i giocatori una volta e poi li rivedevo 3 o 4 mesi dopo. Sono stato quindi felicissimo di ritornare in Inghilterra e da subito ho sentito che con lo staff del Leicester si sarebbe instaurata una buona relazione. Ci aspettavamo di dover soffrire, e l’obiettivo era quello di fare 40 punti per centrare la salvezza. Il progetto prevedeva di puntare poi eventualmente all’Europa League nei due anni successivi”.

Reuters
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Ma le cose sono andate decisamente meglio e una delle chiavi e’ stata il rapporto instaurato con i giocatori. “Non sono solo i soldi che fanno la differenza. Una squadra e’ forte quando tutti e undici i giocatori scendono in campo con il solo obiettivo di vincere. Non ci importava chi avevamo davanti. Si e’ creata una grande amicizia tra i giocatori e tutti avevano voglia di aiutarsi. Questa e’ stata una delle nostre chiavi. All’interno dello spogliatoio, ho avuto davvero poche occasioni per arrabbiarmi. Ho pensato che se li avessi stressati, i ragazzi non avrebbero reso. Non li ho mai rimproverati per i loro errori, ma piuttosto ho cercato di incoraggiarli per migliorarsi. Siccome in Inghilterra non e’ previsto il ritiro, l’unica cosa che ho preteso e’ stata di pranzare insieme prima della partita. Anche quello e’ servito per cementare la loro unione”. Ranieri ha poi ripercorso le tappe della sua carriera, con tanti aneddoti tratti dalla sua esperienza da giocatore con il Catanzaro, parlando apertamente tanto dei successi poi raccolti in panchina quanto delle critiche. “Ci sono stati tre momenti fondamentali. Il primo e’ stato quando con il Cagliari siamo saliti dalla C1 alla serie A. E’ li’ che davvero e’ nata la favola. Poi il Valencia, che e’ stata la mia prima esperienza all’estero e dove a 48 anni ho imparato una seconda lingua. Quindi l’impresa di quest’anno con il Leicester. Non sono cambiato, sono sempre quello che allenava la Grecia e lo stesso a cui era stata attribuita l’etichetta di eterno secondo“.

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“I miei ‘amici’ dimenticano il momento storico di quei piazzamenti. Alla Roma arrivai a campionato in corsa, la Juventus era appena risalita dalla serie B e di veri campioni all’epoca ne aveva solo quattro o cinque. E pure al Monaco arrivavamo dalla serie B”. Inevitabile poi una domanda sulla possibilita’ che Ranieri possa un giorno allenare la nazionale italiana: “Al momento sto benissimo al Leicester e non ho nessuna intenzione di muovermi. L’esperienza alla guida della Grecia mi ha fatto capire come io sia un allenatore che senta il richiamo del campo ogni giorno. Amo stare sotto pressione e forse non sono fatto per una nazionale. Con l’Italia potrebbe tuttavia essere diverso, perche’ almeno li’ e’ piu’ facile conoscere e seguire i giocatori dei campionati di serie A e B. Chissa’, se in futuro si presentasse l’opportunita’…“. Ranieri ha accennato poi a quelli che sono gli obiettivi del Leicester per la prossima stagione: “Sara’ come ripartire da zero, ma dovremmo farlo con lo stesso spirito. Qualora arriveranno nuovi giocatori, voglio che sposino questa nostra idea. Pensiamo intanto ad arrivare almeno tra le prime dieci posizioni, poi raggiunto quel traguardo, guarderemo all’Europa”. (ITALPRESS).