Fuori Rafa Benitez, dentro Zinedine Zidane. Un ricambio necessario e, più che generazionale, il solito tran-tran che subisce la panchina del Real Madrid quando sulla poltrona più comoda siede Florentino Perez. Un cambio alla guida tecnica che non ha fatto discutere tanto per l’esonero, quanto sull’approdo dell’ex centrocampista con poca esperienza ma tanto carisma.
Amato da tutti, secondo di Carletto Ancelotti ai tempi della Decima, Zinedine Zidane è stato accolto con grande entusiasmo e tanta speranza, quella che servirà a voltar pagina e ridare vigore e dinamismo ad una squadra scivolata nel limbo di prestazioni e soprattutto motivazioni. In lui è riposta tanta fiducia, sia da parte dai tifosi che dalla parte della dirigenza e tutto quello che ha imparato e mostrato sotto la guida di Ancelotti può ora essere messo in pratica.
Ma la carriera di allenatore non è iniziata nel migliore dei modi per Zidane, alla guida del Castilla – seconda squadra delle Merengues – che non è riuscita ad accedere nemmeno ai playoff della Segunda Division. Una sfida difficile per il franco-algerino che non è riuscito a trasferire le proprie conoscenze alla squadra, vuoi per il carattere introverso o semplicemente per inesperienza, ma con calciatori già formati e maturi tatticamente il suo carisma potrebbe fare la differenza.
Sabato, nel primo impegno da tecnico del Real Madrid, ‘Zizou’ se la vedrà con il Deportivo La Coruna. Tatticamente l’impostazione dei Blancos non dovrebbe variare di molto, almeno all’inizio. L’unico cambiamento che si dovrebbe vedere e che è nelle corde soavi del tecnico francese riguarda il centrocampo di qualità: niente mediani, solo piedi buoni. Inoltre Zidane non nasconde il suo ‘debole’ per Isco e James Rodriguez, dichiarato nella prima conferenza stampa del suo corso. Al momento bisogna valutare l’approccio mentale della squadra, per vedere la mano del francese ci vorrà ancora del tempo.