“Ogni tanto ci vuole la mano dura”. Troppo soft: è questa l’accusa che, nei palchi del Santiago Bernabeu, i dirigenti del Real Madrid muovono a Carlo Ancelotti. L’allenatore dei blancos è finito sul banco degli imputati, almeno secondo il quotidiano Marca, dopo il pareggio casalingo per 1-1 ottenuto domenica contro il Villarreal. I campioni d’Europa rimangono al comando della Liga, ma con soli 2 punti di margine sul Barcellona. Il mezzo passo falso, l’ennesimo in un 2015 sin qui deludente, ha fatto storcere più di un naso allo stadio. “Sembrava che non ci stessimo giocando nulla”, ha detto qualche dirigente riferendosi all’atteggiamento della squadra. Il principale responsabile è proprio Ancelotti: ai piani alti della società “credono che il tecnico non abbia saputo motivare i suoi giocatori e non abbia saputo far capire quanto fosse importante la partita per tenere a distanza il Barcellona. Né è stato in grado di dire alla squadra che non si batte il Villarreal giocando al piccolo trotto”.
“E’ positivo saper gestire i rapporti, ma a volte serve anche la mano dura”, le parole attribuite ad un alto dirigente. Ad Ancelotti vengono mosse anche critiche tecniche: le sostituzioni vengono effettuate spesso in ritardo. Contro il Villarreal, in particolare, il Real Madrid è apparso spaccato in due e in tribuna veniva considerato indispensabile un cambio che garantisse maggiore copertura. Ora i riflettori si accendono sul Clasico in programma a Barcellona il 22 marzo: il big match del Camp Nou potrebbe essere decisivo per il campionato e anche per il futuro dell’allenatore. Il rinnovo del contratto fino al 2017 sembra cosa fatta ma Ancelotti, scrive Marca, sa che “una sconfitta contro il Barcellona -soprattutto se pesantissima come quella subita nell’ultimo derby con l’Atletico- lo lascerebbe con mezza valigia pronta”.