Rivaldo Vitor Borba Ferreira, meglio noto come Rivaldo, è stato inserito nel 2004 nella lista FIFA 100 da Pelè, un elenco dei migliori 125 giocatori di sempre fino a quell’anno. Il trequartista brasiliano ha conquistato un Pallone d’oro nel 1999. Inizi nel Paulistano, poi Paulista, Santa Cruz, Mogi Mirim, Corinthians, Palmeiras, Deportivo la Coruna, Barcellona. Con i blaugrana le migliori stagioni, condite anche da diversi trofei. Nel 2002 passa al Milan. Grandi attese ma poche luci. Rivaldo gira 6 squadre diverse in soli 8 anni. Torna il Brasile, al Cruzeiro. Poi Olympiakos, AEK Atene, Bunyodkor (Uzbekistan). Qui la classe di Rivaldo viene esaltata dalla pochezza tecnica del campionato: in due stagione realizza così 33 reti in 53 partite, portando la squadra alla conquista di due titoli e una Coppa di Lega. Nel novembre del 2010 firma così un contratto con il Mogi Mirim, una squadra di San Paolo dove ricopre anche la carica di presidente onorario; a gennaio torna al San Paolo. Poi Kabuscorp, Sao Caetano e nuovamente Mogi Mirim, dove chiude la sua lunga carriera nel 2015. Piccola curiosità: Rivaldo riuscì nell’impresa di segnare nella stessa partita del figlio.
Veniva dal barrio Encruzilhada, quartiere povero, dove fino a 6 anni ha vissuto con papà Romildo e mamma Marlucia, terzo di cinque figli. Ogni giorno Rivaldo usciva di fretta da scuola, la «Presidente Castelo Blanco», si caricava in spalla i gelati prelevati in un deposito lì vicino e correva a venderli ai ragazzi di un altro istituto. Durante il carnevale, poi, faceva anche gli straordinari e distribuiva bibite tra i carri e la gente in maschera. Ma al campetto dove Romildo lo accompagnava assieme ai fratelli, era già un fenomeno. Quando il padre era impegnato, Rivaldo percorreva a piedi venti chilometri tra andata e ritorno: la corriera costava troppo per lui. Curioso aneddoto raccontato da Adriano Galliani. Ancelotti chiese un difensore ma arrivò proprio Rivaldo: ‘”Adriano, che devo farci?’. Io gli ho risposto: ‘Mettilo in difesa'”.
Rivaldo raccontò un episodio che gli cambiò la vita qualche anno fa: “Un giorno mi sono recato da solo a Mogi Mirim, a 160 chilometri da San Paolo. E per l’intero viaggio ho sentito quella voce. Una voce forte, sempre più forte. Ho avuto la sensazione che mi sarebbe successo qualcosa quel giorno. E mi sono ricordato di alcuni conoscenti che sono morti in incidenti stradali. Mio padre è morto in un incidente. Sono rientrato con davvero molta paura addosso. Tornato a casa, sono uscito dall’ascensore e ho iniziato a piangere come un bambino. Quel giorno ho deciso di dare la mia vita a Dio. E non ho mai più sentito quelle voci”.