Robinho senza freni: “vi racconto le notti brave a Manchester”, poi parla delle ‘botte’ tra Ibra e Gattuso

L'attaccante Robinho parla della sua carriera e svela importanti retroscena. Il ricordo anche dell'esperienza con la maglia del Milan

L’attaccante Robinho sta vivendo l’esperienza all’İstanbul Başakşehir. Il brasiliano è stato anche protagonista in Europa, molto importante anche l’avventura con la maglia del Milan. E’ stato sempre molto esuberante dentro e fuori dal campo e adesso il calciatore ha deciso di raccontarsi ai microfoni di Marca.

IBRAHIMOVIC ED IL MILAN “Zlatan diceva che aveva convinto il Milan a firmarmi: ‘Sei qui grazie a me’. È arrogante? Sì, ma in senso buono. È solo fiducia, e fiducia nel proprio talento. Per me è tutto ciò che un attaccante dovrebbe essere: uno showman e un vincente”. Una volta “in allenamento Ibra ha sfidato Gattuso a un combattimento di jiu-jitsu. Abbiamo visto quel feroce difensore praticare arti marziali contro Zlatan, che è una cintura nera. Chi ha vinto? Zlatan vince sempre”.

A SCOPRIRE ROBINHO E’ STATO… PELE’“So che alcune persone si aspettavano che vincessi il Pallone d’Oro. Quando Pelé parla di te, la gente ascolta. Hanno fatto questi confronti ma non esiste un nuovo Pelé, né ora né mai”. Sul Real: “Quando venne il Madrid, vidi che avevano un folto gruppo di brasiliani in organico e l’allenatore era Vanderlei Lussemburgo. Perché andare a Barcellona? Beckham stava sempre con i brasiliani. Faceva parte del nostro gruppo. Gli spagnoli erano gelosi perché parlava più portoghese che spagnolo, così ha finito per passare più tempo con noi”.

IL MANCHESTER CITY – “Sono stato campione in tutte le squadre in cui ho giocato tranne City. Se rimpiango qualcosa che non abbia dato al City è un titolo: è l’unica cosa che mi rende un po’ triste. Mi piaceva Manchester, il club, i ristoranti… ma non dimentichiamoci delle discoteche. Mi piaceva divertirmi. Ma gli inglesi uscivano più dei brasiliani! Joe Hart era sempre fuori, Micah Richards e Shaun Wright-Phillips lo stesso. Ma quando uscivamo i brasiliani ci prendevano sempre“. Il retroscena. “Ho parlato un paio di volte con il proprietario, lo sceicco Mansour. Mi ha detto che avrebbe provato in tutti i modi a firmare Kaka e Messi”. 

Moggi: “Nel 2005 il Milan doveva andare in B per una partita da ufficio inchieste. La verità su Paparesta…”

Malagò: “Sport traino dell’economia. Ripresa il 20 maggio? Sì, ma c’è una premessa…”

“Lione-Juventus partita zero, quella gara ha portato in Francia tifosi di tutta Italia”, l’accusa