Romania, la denuncia di Ze Maria: “senza stipendio da mesi, neanche i soldi della merenda”

Ze Maria è stato esonerato due volte in una settimana al Ceahlau

Sta prendendo contorni sempre più particolari l’esperienza di Ze Maria in Romania. Da gennaio allenatore del Ceahlaul ma esonerato due volte nell’ultima settimana. L’ex tecnico della formazione che milita nella massima serie rumena ha voluto replicare, in un’intervista esclusiva al sito della Gazzetta dello Sport, denunciando le difficoltà della sua avventura in Romania: “si era parlato di un progetto a lungo termine e di voler costruire qualcosa di importante. Invece sono stato preso in giro da un presidente che tratta i giocatori come fossero schiavi e sostiene che vada usato il pugno di ferro “perché sono rumeni”; che ha fatto promesse su promesse senza però mantenerne neanche una e che alla fine ha rotto un giocattolo di cui tutti parlavano bene probabilmente solo per gelosia, perché non sopportava di non vedere il suo nome sui giornali”.

Ze Maria ha spiegato come sono andate le cose per arrivare al doppio esonero: “prima della trasferta contro il Brasov di giovedì 9 aprile, Massone è venuto negli spogliatoi annunciando che avrebbe mandato la squadra in ritiro punitivo, prassi che non condividevo quand’ero giocatore e che concepisco ancor meno adesso, da allenatore. Alla fine abbiamo vinto, ma il presidente ha imposto ugualmente il ritiro per la partita casalinga contro il Gaz Metan di lunedì 13, minacciando di ritirare la squadra dal campionato e di non pagare più nessuno se i giocatori si fossero rifiutati. A quel punto sono andato da lui, chiedendogli come favore personale di revocare il provvedimento, in cambio il giorno dopo la partita, ovvero il martedì 14, gli avrei presentato le mie dimissioni. Lui non ha accettato e ci ha mandato in ritiro lo stesso, cosa che ha fatto arrabbiare i giocatori. Non sono scesi in campo tranquilli, abbiamo pareggiato e il giorno successivo sono stato licenziato e il presidente mi ha accusato di aver organizzato un complotto contro di lui”.

L’ex terzino del Perugia ha parlato dei problemi avuti, denunciando:“dopo la sconfitta, il presidente mi ha chiamato e mi ha comunicato che mi cacciava. Mi è dispiaciuto per i giocatori, coi quali ero riuscito a costruire qualcosa di bello malgrado tutte le difficoltà che abbiamo avuto. Pensi che c’è stata addirittura una volta in cui non avevamo nemmeno i soldi per le crostate della merenda… So che ieri alcuni giocatori hanno preso lo stipendio di febbraio e credo che gli altri verranno pagati nei prossimi giorni, io invece non prendo i soldi da mesi e quando Massone mi ha licenziato, mi ha intimato di lasciare subito l’hotel, la macchina e il materiale tecnico. Non voleva nemmeno pagarmi il biglietto aereo per tornare a casa, mentre per gli stipendi arretrati mi ha detto ‘prima vedrò come ti comporti’”.