Sam Bartram, la solitudine dei numeri uno. Il portiere che si perse nella nebbia e giocò durante le sue nozze

Si rinnova il classico appuntamento con la nostra rubrica "L'uomo del giorno". Protagonista di oggi è Sam Bartram, ex portiere inglese

Sam Bartram. Chi? Samuel Bartram, detto Sam. Non lo conoscete? Ve lo presentiamo noi. E’ stato un leggendario portiere del Charlton. Pensate che di lui c’è una sua statua presso lo stadio degli Addicks con una targhetta che racconta brevemente di come abbia difeso i pali della squadra per 22 anni, giocando oltre 600 partite. Tutto iniziò quasi per caso, come nelle migliori favole. Ormai ventenne, centrocampista che non aveva sfondato nel calcio che conta, trovatosi ad assistere a una partita valida per una coppa locale nei sobborghi dove era nato e cresciuto, Sam propose volontariamente per sostituire il portiere titolare del Boldon Villa. Un ruolo mai ricoperto. Ma era l’ultima carta da giocarsi. Una prestazione eccellente, che impressionò un osservatore del Charlton presente allo stadio, Angus Seed, fratello del manager degli Addicks, Jimmy.

La prima partita che Sam Bartram giocò come professionista fu una gara del campionato riserve: novanta minuti da incubo, sei gol incassati e un sogno che sembrava svanire all’alba. Qualcuno convinse i fratelli Seed a credere ancora in quel ragazzo. E verranno ripagati. Due promozioni e un secondo posto al primo anno di First Division, alle spalle del Manchester City, ancora oggi miglior risultato del club in 112 anni di storia. Sam Bartram divenne uno dei migliori portieri d’Inghilterra. Uno stile eccentrico, tutto suo. Parate goffe, ma incredibilmente efficaci.

Due episodi stravaganti e bizzarri sono legati a Bartram. Entrambi si verificarono nella stagione 1937-38. Il primo a settembre. Il Charlton ospitava il Middlesborugh ma Bartram doveva sposarsi. Niente panico. Si recò in chiesa e celebrò le nozze, poi corse al “The Valley” e, grazie anche ai suoi interventi, consegnò tre punti al Charlton (1-0). Appena conclusa la gara Bartram salutò i compagni e tornò dalla moglie, giusto in tempo per la cena di nozze. Finita qui, direte voi. Niente affatto, il meglio deve ancora venire.

26 dicembre 1937. A Stamford Bridge è in programma Chelsea-Charlton nel tradizionale “Boxing Day”. Un inverno rigidissimo quello inglese con nebbia in tutti gli stadi. La gara giunse al 60° ma si iniziò a capire che non sarebbe finita. L’arbitro fu costretto a sospendere la partita in varie occasioni, quando il Charlton stava vincendo. Gli spettatori, stanchi di non poter vedere nulla, abbandonarono lo stadio. Quello che successe dopo fu clamoroso e lo stesso Bartram lo raccontò nella sua autobiografia.

“Eravamo una delle squadre top, in quel momento, e vidi sempre meno figure intorno a me, dato che attaccavamo costantemente. Camminavo su e giù lungo la linea di porta, felice all’idea che il Chelsea era bloccato nella propria metà campo. I ragazzi stanno martellando i Pensioners, pensai compiaciuto mentre battevo i piedi per riscaldarmi. Ovviamente, però, non stavamo mettendo la palla in rete, dato che nessuno tornava a schierarsi come si fa dopo aver segnato un goal. Con il passare del tempo feci qualche passo in avanti, fino al limite dell’area, cercando di scrutare qualcosa attraverso la nebbia, che diventava più densa con il passare dei minuti. Non riuscivo a vedere niente: la difesa del Chelsea era chiaramente in difficoltà. Dopo un bel po’ di tempo una figura emerse dalla nebbia, stagliandosi verso di me. Era un poliziotto, e mi guardò incredulo: “Cosa diavolo ci fai qui?” ansimò. “La partita è stata sospesa un quarto d’ora fa. Il campo è completamente vuoto”. Quando raggiunsi gli spogliatoi gli altri giocatori del Charlton, già vestiti dei loro abiti civili, ridevano convulsamente”.

Nessuno aveva avvisato il povero Sam che la partita era stata sospesa. Un episodio più unico che raro. Il 17 luglio del 1981, dopo aver lasciato gli uffici del Sunday People (giornale per cui scriveva), ebbe un malore fatale. Questa è la storia di Sam Bartram, il portiere nella nebbia.