Non si è inginocchiata, come hanno invece fatto tutte le compagne di squadra, per mostrare solidarietà al movimento ‘Black Lives Matter’ (Le vite dei neri contano). E’ perché tutte le vite contano. Lei è Samantha “Sam” Leshnak, portiere di riserva del North Carolina Courage che, pur avendo dichiarato il suo supporto al movimento e indossandone la maglietta, durante l’esecuzione dell’Inno Usa prima della partita disputata contro il Portland Thorns FC, si è rifiutata di mettersi in ginocchio. Un gesto che non è sfuggito al fotografo, tra i pochi presenti, che lo ha immortalato. Un gesto coraggioso in una società dove i valori patriottici vengono sempre meno. La ragazza, sul suo profilo Instagram, si definisce: cristiana, moglie, atleta professionista, patriota, sognatrice.
Ventitré anni, originaria di Liberty, Ohio, ha firmato con il North Carolina Courage il 15 luglio del 2019. Ed è salita alla ribalta con un gesto simbolico forte di questi tempi. Un simbolo di coraggio, come il nome della sua squadra. Un gesto che ora le potrebbe costare carissimo perché qualcuno l’ha presa di mira sui social. Attaccata da chi si schiera con il gregge, con la massa, incapace di distinguersi. E’ giusto criticare le violenze della polizia negli Usa, ma lo è altrettanto avere il coraggio di dividersi dalla massa, dalla maggioranza. E anche sui social si vede questa distinzione. C’è chi la osanna: “Sei grande! Grazie per essere rimasta in piedi. Che Dio ti benedica” o “Grazie per non esserti inginocchiata pur avendo dichiarato di supportare il Black Lives Matter. Amo il tuo coraggio”. Ma c’è anche chi, una minima parte a dire il vero, che la ritiene una “privilegiata bianca” che sta “dalla parte del potere”. Eppure resta quel gesto. Samantha Leshnak è rimasta in piedi. A dire che sì ‘Black Lives Matter’ ma soprattutto ‘All lives matter’ (Tutte le vite contano). In alto la FOTOGALLERY con alcune immagini di Samantha “Sam” Leshnak.





