San Marino: sciopero dei calciatori della Nazionale

I giocatori di San Marino incrociano le braccia e la trasferta di Lubiana del 27 marzo per le qualificazioni a Euro2016 e’ a rischio. Nata poco meno di un mese fa, l’Associazione sammarinese calciatori (Asc) ha indetto uno sciopero per le prossime due partite della nazionale. “Questa decisione e’ stata presa a malincuore dopo aver appreso la mancanza di dialogo da parte della federazione nella persona del segretario generale (Luciano Casadei, ndr) – si legge in una nota dell’Asc – Abbiamo presentato nei mesi scorsi dei progetti che hanno come obiettivo il miglioramento e la crescita di tutto il movimento calcistico sammarinese (nazionali, calcio femminile, futsal, campionato interno), e avanzato delle richieste per la tutela dei diritti dei calciatori. Inoltre non ci sembra giusto che nel consiglio federale non ci sia un nostro rappresentante cosa che invece e’ presente di diritto in tutte le altre federazioni del mondo e senza votazioni. Abbiamo trovato un muro e finche’ troveremo un muro la nostra decisone e’ questa. Noi calciatori siamo il motore di tutto questo movimento e come tali meritiamo rispetto e meritiamo di essere ascoltati”. Una presa di posizione dura ma “necessaria”, ha spiegato ai microfoni di “San Marino Rtv” Luca Bollini, presidente dell’Asc. “Da quando abbiamo costituito l’Associazione – spiega – abbiamo sempre cercato il dialogo per far crescere tutto il movimento. Abbiamo presentato dei progetti e ad oggi non ci sono state date delle risposte da parte della federazione. Vogliamo che sia aperto un dialogo, il movimento sta crescendo, noi siamo i protagonisti e abbiamo il diritto di essere ascoltati”.

Da domani sono in programma gli allenamenti in vista della sfida contro la Slovenia valida per le qualificazioni a Euro2016 ma nessuno si presentera’ agli ordini del ct Pierangelo Manzaroli. “Dispiace di essere arrivati a questo punto a 20 giorni da una partita cosi’ importante ma se non si prendeva questa posizione non si arrivava da nessuna parte”, aggiunge Bollini. Anche Andy Selva, vicepresidente dell’Asc, parla di scelta sofferta, “non avremmo mai pensato di arrivare a tanto. Ma se da una parte dispiace, dall’altra dobbiamo tutelare i nostri calciatori. I progetti sono stati presentati a settembre e ancora non sappiamo se sono in fase di approvazione o discussione, non c’e’ voglia di prenderli in considerazione, il segretario generale non puo’ decidere per la Federazione”. Selva conferma che lo sciopero e’ limitato alla sola nazionale (“con i nostri club non c’e’ alcun problema”) e ribadisce l’assoluta apertura “a qualsiasi tipo di colloquio, purche’ non ci sia ostruzionismo”. Giorgio Crescentini, presidente della Federcalcio sammarinese, e’ colto di sorpresa. “Sono stato fuori negli ultimi giorni, sto rientrando e domani ne parleremo – fa sapere all’Agenzia Italpress – Voglio verificare alcune cose che non mi sono molto chiare”. Crescentini nega l’assenza di dialogo (“tutti i giorni parliamo con i loro rappresentanti”), difende il segretario generale Casadei (“sono ragionamenti di parte, inveritieri”) e conta di trovare una soluzione perche’ la nazionale giochi a Lubiana. “Sono fiducioso ma niente giochini”, avverte.