In questo momento si trova a Manatthan, sdraiato in un letto d’ospedale a lottare contro un cancro al colon che lo tormenta da un anno, ma il ruolo di Chuck Blazer nello scandalo che ha colpito la Fifa è stato fondamentale, degno di un personaggio di Arthur Conan Doyle: un uomo ricco, potente, caduto in disgrazia e destinato alla galera, che diventa un spia dell’FBI.
La carriera di Blazer nel mondo del calcio comincia nei primissimi anni 90: è lui sostanzialmente a creare l’attuale Concacaf ed è lui ad aprire la strada a quei presidenti che adesso si trovano in carcere a scontare una pena che sarebbe potuta toccare a lui. La sua vita farebbe rabbrividire Gabriele d’Annunzio: si sposta con i jet privati, mangia nei migliori ristoranti del mondo, beve tutto ciò che sia alcolico, vive in un appartamento a New York che gli costa 18.000 dollari al mese e ne affitta un altro, da 6000, per metterci dentro i suoi gatti.
Dai suoi colleghi viene soprannominato “Mister ten per cent”, perchè prende il 10% di commissione per ogni introito della Concacaf, non proprio spiccioli insomma, ma è nel 2008 che questo strambo personaggio tocca l’apice del suo potere: nella classifica delle persone più potenti del mondo del calcio, occupa il 14esimo posto. Le cose però cominciano a non andare bene, perchè una vita del genere attira sospetti e quei sospetti diventano indagini: l’FBI scopre che Blazer ha dimenticato di pagare 10 anni di tasse (non è una battuta, pare che abbia detto questo durante uno dei primi interrogatori), e lo va a prendere a casa, proponendogli il classico accordo “o collabori, o finisci in cella per 20 anni”.
Il barbuto amante dei gatti rischia 20 anni di carcere per evasione fiscale: è qui che la sua vita cambia ed è qui che decide di collaborare, diventando una spia. La sua tecnica da agente segreto è sempre la stessa: durante le riunioni posa una penna sul tavolo, penna che ovviamente nasconde un microfono nascosto, e registra tutto quello che si dice, recitando abilmente la sua parte. 3 anni dopo l’inizio della collaborazione, sette persone sono finite in cella e l’intero sistema di 20 anni rischia, finalmente, di vacillare.
Tutto grazie all’uomo che paradossalmente aveva contribuito a creare questo mondo. Adesso Charles “Chuck” Blazer è un uomo totalmente diverso: ha perso tutto, è stato ripudiato dagli amici e lotta per mantenersi in vita senza jet privati e bottiglie di champagne.