Il Brasile al centro di un ciclone. Coinvolto è, ma solo per vie traverse, il tecnico della nazionale Dunga che vede messi sotto accusa i suoi ampi poteri decisionali alla luce di una scoperta che ha fatto il quotidiano ‘Estado do Sao Paulo‘ che denuncia l’esistenza di accordi tra la federcalcio brasiliana, la CBF, e un gruppo di imprese mediorientali raccolte sotto una compagnia fantasma denominata ISE. Dalle convocazioni alle scelte tecniche, tutto deve rientrare nell’accordo fatto dai partner commerciali, una sorta di contratto che definisce nel dettaglio ogni aspetto, sportivo e non, della nazionale brasiliana. Questo intreccio è stato scovato da un giornalista brasiliano trapiantato in svizzera, Jamil Chad, che ha svelato il contenuto dell’accordo dopo 10 anni di assoluta segretezza.
Questo contratto prevede che qualsiasi scelta debba essere approvata da una sorta di Consiglio, formato da agenti e broker. Di base c’è una linea guida chiamata ‘Time A’ la quale definisce chiaramente che “ogni giocatore che deve sostituire un elemento del Time A deve avere il suo stesso valore commerciale” e inoltre “La CBF garantisce che i giocatori del ‘Time A’ impegnati in competizioni ufficiali parteciperanno a tutte le partite. Se in una qualsiasi partita dovessero esserci giocatori non inclusi nel ‘Time A’, il tasso di partecipazione in forza di tale accordo sarà ridotto del 50%”. Ma i guadagni? La CBF, in virtù di questo accordo, guadagna ben 1,05 milioni di dollari a partita, corrispondenti a circa 920mila €, da qui si capisce la rigidità delle norme contrattuali. Si legge ancora che “eventuali modifiche alla lista devono essere comunicate per iscritto all’ISE e dopo averle confermate di comune accordo, la CBF cercherà di sostituirli con nuovi giocatori di livello simile per valore di mercato, capacità tecniche, reputazione”.
Questa sorta di contratto, attivo dal 2006 e rinnovato nel 2011 subappaltato alla società ‘Kentaro’, regola tutte le competizioni e anche le amichevoli della nazionale di Dunga e la presunta società che l’ha sottoscritto, l’ISE, sarebbe una filiale del gruppo mediorientale ‘Dallah Al Baraka’ ma non ha uffici né impiegati, esiste solo una sede legale alle Isole Cayman! Un contratto ben articolato, che si occupa anche dell’organizzazione: sarà infatti la ISE ad organizzare la preparazione della nazionale brasiliana ai mondiali 2018 e 2022. L’accordo, inizialmente firmato dall’ex presidente della CBF Teixeira è stato rinnovato e migliorato dall’attuale presidente, Marco Polo Del Nero, che ha espresso parecchi dubbi sull’inserimento di un’altra società, la Pitch International. Queste le ultime dichiarazioni che Del nero ha rilasciato ai giornalisti: “L’accordo lo facciamo a fin di bene. Abbiamo già un contratto in essere e lo vogliamo mantenere, non penso sia un accordo così negativo, quei soldi non li avevamo mai incassati quando giocavamo le amichevoli in Brasile. Ci sono partite che generano perdite. L’amichevole di Porto Alegre non genererà profitti. All’estero le partite del Brasile generano guadagni ed è ora di approfittarne, anche perchè la CBF non rischia nulla”. Un intreccio di soldi e calcio che turba le coscienze degli appassionati ma non quella degli artefici.