La sentenza Muller potrebbe sconvolgere il panorama calcistico europeo. Il portiere Muller, dopo alcune stagioni con il Mainz, non ha rinnovato il contratto per il volere del club e ha deciso di far causa alla società tedesca, pretendendo un contratto a tempo indeterminato. Il giudice ha dato ragione al calciatore, che dovrebbe essere reintegrato dal Mainz. La sentenza ha deciso che gli sportivi debbano essere considerati come gli altri lavoratori, con il diritto a un contratto a tempo indeterminato dopo due anni di lavoro. Una decisione che potrebbe stravolgere il rapporto contrattuale tra giocatore e club. In Germania, però, e non in Italia.
Fabrizio Spagnolo, giuslavorista dello studio CMS, ha cancellato le ipotesi di un nuovo caso Bosman e di una rivoluzione in Serie A. Spagnolo, intervistato dal Corriere dello Sport, ha dichiarato:”non ho letto nel dettaglio la sentenza, ma è abnorme. Ma credo di poter affermare che in Italia una cosa del genere non sarebbe possibile. Perché un giocatore è un lavoratore a carattere speciale, viene scelto sulla base di caratteristiche non stabilite certo dall’ufficio di collocamento….Ci sono ragioni giuridiche che mi portano a dire di si. Ma anche un ragionamento logico, che tutti possono fare. Che cosa significa tempo indeterminato? Sulla base di quali criteri? Quali sarebbero quelli per il licenziamento?”.
Spagnolo ha commentato la decisione del giudice Lippa: “se non ci sono criteri discriminatori per razza, colore della pelle o religione, stabilire che un giocatore è uguale ad un qualsiasi altro lavoratore è una assurdità. Pensate solo ad una cosa: ogni squadra non avrebbe più una rosa ma un esercito di persone, alcune delle quali alla soglia dell’anzianità”. Infine, ha analizzato il problema dell’anzianità: “quale sarebbe l’età pensionabile? Non solo, ma io, come società, ho il diritto di scegliere il giocatore più idoneo al gioco che il mio allenatore vuole dare alla squadra. Ma se cambio allenatore?”.