E’ una di quelle storie alle quali non ci abituiamo mai. E’ successo in Serbia, quando al minuto 85′ ha sbagliato un rigore condannando la sua squadra a perdere 1-0 contro l’FK Rad. La sorpresa è arrivata però due giorni dopo, quando i suoi tifosi hanno fatto irruzione negli spogliatoi del campo di allenamento e gli hanno puntato una pistola in faccia.
Il malcapitato si chiama Zarko Udovicic, 27enne difensore serbo del Novi Pazar che, dopo l’accaduto, ha lasciato il club. Ma la FIFPro, sindacato dei calciatori, non ci sta: “come ogni lavoratore, ogni calciatore professionista ha diritto a un ambiente di lavoro sicuro. Tocca alle autorità calcistiche e nazionali provvedere”.
Altre critiche arrivano da Mirko Poledica, presidente dell’Assocalciatori serba, che ha accusato Federazione e Lega di non aver preso alcun provvedimento: “dobbiamo forse aspettare che un ultrà uccida uno dei nostri giocatori? Quello che mi preoccupa è l’assenza di reazione da parte della Federazione. Dovrebbe fare qualcosa per garantire la sicurezza dei giocatori ma non lo fa. La prossima volta un calciatore potrebbe essere ammazzato”.