Simboli coperti allo Juventus Stadium: nessuno sgarbo, è la prassi

Si chiude da sola la polemica dei tifosi bianconeri indignati per la copertura del numero 32 allo Juventus Stadium: nessuna ripercussione, è prassi federale

Dopo le polemiche sull’infortunio (per fortuna scampato) di Claudio Marchisio, i tifosi della Juventus continuano a polemizzare. Stavolta il ct della nazionale Antonio Conte non c’entra nulla, nell’occhio del ciclone entrano invece Andrea Agnelli e la FIGC a causa di alcune dichiarazioni di Carlo Tavecchio, presidente federale, che aveva detto pochi giorni fa: “copriremo i simboli dello Juventus Stadium incoerenti con le sentenze su Calciopoli”, riferendosi chiaramente al numero 32 che campeggia sul davanti dello stadio bianconero.

In realtà le dichiarazioni di Tavecchio hanno suscitato polemiche inutili in quanto la prassi prevede che quando le nazionali giocano in uno stadio (che sia di proprietà o meno) i simboli vengano coperti da cartelli federali. Fu lo stesso anche in occasione di Repubblica Ceca-Italia, nel 2013, ma allora non vi fu nessuna recriminazione. Non si capisce bene perché il presidente della FIGC abbia voluto dar fuoco alle lamentele di una tifoseria che, dal canto suo, non vede l’ora di mettersi contro chicchessia.

In ogni caso è la Nazionale italiana che scenderà in campo stasera, alle 21:00, in un’amichevole di lusso contro un’avversaria storica, l’Inghilterra, quella stessa squadra che abbiamo affrontato nei gironi della scorsa deludente Coppa del Mondo in Brasile. Ovviamente la polizia torinese è in massima allerta in quanto allo Stadium sono attesi circa 2000 supporters inglesi.