Spagna-Italia: la lezione tattica di Conte e l’umiliazione (al contrario) di 2 anni fa

Spagna-Italia – Sono passati poco più di due anni dal trionfo azzurro agli Europei 2016: l’Italia batteva la Spagna con una sontuosa lezione di calcio agli Ottavi di Finale, eliminando i Campioni in carica con un rotondo 2-0 che stava persino stretto per quanto visto in campo dove non c’era mai stata partita. Esattamente l’opposto rispetto a ieri sera: posta in palio meno importante, stavolta, ma stradominio spagnolo sugli azzurri. Che comunque hanno ancora molte chance di qualificarsi ai Mondiali del 2018 tramite i playoff. Sapevamo che era un girone durissimo, assurdo per la convivenza di due big come Italia e Spagna, mentre in Europa ci sono altri tre gironi ridicoli in cui arriveranno al primo posto squadre senza la storia, il blasone e i valori tecnici delle due grandi potenze mediterranee. Ma questa è un’altra vicenda che merita riflessioni a parte.

Torniamo a due anni fa: l’umiliazione che la Spagna subiva da parte dell’Italia agli Europei era frutto di un preciso sistema di gioco, con cui Antonio Conte aveva bloccato il palleggio del talentuoso centrocampo iberico. L’Italia, infatti, scendeva in campo quel giorno con il 3-5-2, molto coperta in difesa e sugli esterni, e con una grande diga a fare da filtro per i difensori nel mezzo del campo. Avevamo Florenzi, Parolo, De Rossi, Giaccherini e De Sciglio impegnati a blindare la squadra e coprire il gioco dei vari Fabregas, Busquets e Iniesta.

Certo, la Spagna è cambiata molto. Ma a maggior ragione adesso, che ha tutta la propria forza nel centrocampo, il 4-2-4 schierato ieri da Ventura ci sembra un azzardo presuntuoso ed esagerato. Come si può pretendere di arginare talenti del calibro di Koke, Busquets, Iniesta, Asensio e Isco, semplicemente con De Rossi e Verratti?

I risultati sono sotto gli occhi di tutti. Eppure Conte a quella lezione tattica ci era arrivato col tempo. Pochi mesi prima dell’Europeo, infatti, aveva pareggiato 1-1 in amichevole con la Spagna, sperimentando la grande diga di centrocampo e schierando contemporaneamente Florenzi, Parolo, Thiago Motta e Giaccherini. Anche in quel caso giocavamo con il 3-4-3: con la difesa a 4, la nostra Nazionale non ha mai vinto contro gli spagnoli.

Ventura di tempo ne ha ancora tanto. L’importante è imparare dai propri errori. Magari con la Spagna ci incontreremo di nuovo, e non sarà la stessa partita di ieri sera al Bernabeu. Soprattutto se la posta in palio sarà più alta: sono le occasioni più importanti, quelle in cui l’Italia fallisce raramente. Quando non c’è una seconda chance. Quando è dentro o fuori. Quando è partita secca ad eliminazione diretta. Nelle fasi finali di Europei e Mondiali, ad esempio.