Mentre in Italia – per la questione calcio – ci si continua a nascondere dietro un continuo rinvio, tra mancata coesione, incertezza e paura di decidere, negli altri paesi europei le linee tracciate sono chiare. Se in Francia hanno deciso di chiuderla qua (ma lo hanno fatto!), in Germania si è vicini alla ripartenza (dovrebbero essere i primi), così come in Inghilterra. Mentre in Spagna Governo e Lega iniziano a camminare nella stessa direzione.
Il premier spagnolo Pedro Sanchez ha infatti autorizzato al ritorno agli allenamenti dal 4 maggio, sia per quanto riguarda gli sport individuali che per quelli di squadra. A questo si sono aggiunte le parole del presidente della Liga Javier Tebas: “Non capisco perché ci sarebbero più pericoli nel giocare a calcio a porte chiuse, con tutte le misure di precauzione, che nel lavoro in una catena di montaggio, o nello stare su un peschereccio in alto mare, etc etc. Se a importanti settori dell’economia non fosse data la possibilità di ripartire, in una modalità sicura e controllata, potrebbero scomparire. Questo potrebbe succedere al calcio professionistico. In altri paesi le squadre sono pronte ad allenarsi, questo è l’esempio da seguire. In Spagna il calcio è un fattore economico trainante che abbiamo bisogno di riattivare come molti altri. Noi continuiamo a concentrarci su questa riattivazione il prima possibile, in una maniera responsabile e aderendo a tutte le raccomandazioni sanitarie”.