La Spagna sportiva celebra il Real Madrid e Carlo Ancelotti all’indomani della vittoria sul Barcellona, “uscito ridimensionato”, si dice in coro, dal confronto al Bernabeu dove l’attacco stellare formato dal trio Messi-Neymar-Suarez non è bastato per prevalere su una squadra al contempo “solida, giovane e di gran qualità” messa in campo dall’italiano.
Ancelotti, scrive Marca, “ha avuto ragione” e ha vinto “la scommessa di schierare quattro centrocampisti“, optando per un modello di gioco “che fa del tocco e del possesso gli elementi chiave del gioco per lunghi tratti”. Stampa e critica salvano poco del Barca di Luis Enrique, sottolineando che solo Neymar “è stato all’altezza” di una sfida dove i blaugrana sono “durati solo mezz’ora”, come scrive Mundo Deportivo. Si sprecano le lodi per quasi tutti i blancos e per il loro allenatore. Il centrocampo con Kroos, Modric, Isco e James è indicato unanimemente come la “chiave tattica” della vittoria, al di là delle prestazioni di Benzema e Ronaldo. L’arrivo in estate del nazionale tedesco e dell’astro nascente colombiano ha dato altre due armi formidabili ad Ancelotti che, spiega Marca, “dopo alcune titubanze è arrivato a sfruttare al meglio”.
Il Real, sottolinea As, è anche una squadra giovane, con circa 26 anni di media contro i quasi 29 del Barcellona. Non basta: i quattro moschettieri del centrocampo blanco hanno 24 anni di media, mentre i loro avversari di ieri, Busquets, Xavi e Iniesta, ne hanno trenta. Inferiori non solo nel numero, ma anche all’anagrafe, e l’infortunio capitato a Iniesta nel secondo tempo ha solo peggiorato le cose per i catalani. Il futuro è quindi del Real? Presto per dirlo, anche perchè il Barcellona, che comunque resta avanti di un punto, non sembra intenzionato ad arrendersi come avverte in un video postato su Instagram da Dani Alves. “Solo i forti sopravvivono quando si perde – afferma il difensore -. Si hanno sempre due scelte: ascoltare i fallimenti e desistere o ascoltare il cuore e andare avanti”.