È stata la più grande tragedia dello sport britannico. Era il 15 aprile 1989 e si giocava Liverpool-Nottingham Forest, replay della semifinale di FA Cup sul campo neutro dell’Hillsborough a Sheffield. Le due tifoserie furono sistemate e distanza. All’apertura dei cancelli, i supporters dei Reds, spinti dalla calca, imboccarono il tunnel che porta ai recinti centrali della Leppings Leane. Poco dopo, la Polizia ordinò l’apertura dell’ingresso C per alleggerire la pressione. Si creò una calca all’ingresso. Le forze dell’ordine non fecero defluire la gente verso altre entrate. Alle 15.05 crollò una recinzione del settore 3 della Leppings Lane. Un minuto dopo, un agente di polizia a cavallo entrò in campo e ordinò all’arbitro di sospendere la gara. I giocatori guadagnarono gli spogliatoi mentre la situazione degenerò: la calca si riversò sul terreno di gioco, gli stessi tifosi provarono ad assistere i feriti ma molte delle vittime persero la vita in piedi, sulle tribune, per asfissia da compressione. Allo stadio arrivarono 42 ambulanze ma solo tre riuscirono ad accedere al terreno di gioco. Fu una strage: 96 vittime e 766 feriti.
Nel 2012 il primo Ministro David Cameron ordinò la riapertura delle indagini. La sentenza arrivò soltanto nel 2017: condannate sei persone, tra cui il Sovrintendente Duckenfield, per omicidio involontario per grave negligenza. Gli altri incriminati sono stati: l’ispettore Norman Bettison (falsa testimonianza), Graham Henry Mackrell (segretario e addetto alla sicurezza dello Sheffield Wednesday), Peter Metcalf, avvocato della South Yorkshire Police, accusato di depistaggio, così come Donald Denton e Alan Foster.