Il vicepresidente Uefa, Michele Uva, ai microfoni di Radio CRC, torna a ribadire la necessità di tutelare i campionati nazionali rispetto alla Superchampions: “Sono sempre dalla parte della Uefa. La prossima finale di Champions si giocherà tra due squadre che non sono campioni del loro paese. Ovviamente ci sono state molte rivoluzioni rispetto al passato. Oggi bisogna guardare al futuro, ovvero la richiesta dei tifosi, perché tutto dipende da loro. Dal 2024 al 2030 organizzeremo 3 nuove competizioni europee. C’è un ascolto da parte della Uefa verso tutti quelli che fanno parte del sistema affinché ognuno possa apportare il proprio contributo – dice riferendosi alla possibile riforma delle competizioni europee su cui Eca e Leghe europee non hanno finora trovato un accordo -. L’attuale formula è perfetta ma bisogna sempre puntare ad evolversi. Il centro, però, è rappresentato sempre dai tifosi, perché sono loro quelli che investono. La Superlega porterebbe via 4 o 5 squadre più forti di ogni nazione, privando i campionati nazionali di questi club. E la Uefa ha il dovere di tutelare i campionati nazionali“. Uva dice la sua anche sulla questione stadi: “La Uefa fissa dei limiti per poter partecipare alle competizioni europee e tra questi c’è quello inerente al possesso di uno stadio decente in cui poter disputare le partite – ha spiegato l’ex dg della Figc -. Sulle infrastrutture, non bisogna aspettare che l’Italia vinca una candidatura ad un evento per migliorarle, come nel caso delle Universiadi. Bisogna dare la possibilità ai tifosi di andare ad assistere ad uno spettacolo con servizi ed infrastrutture all’altezza”. Infine, Uva elogia la Juventus “la prima ad applicare la norma del Daspo ad un tifoso, espulso dallo stadio per i prossimi 5 anni: è una norma che esisteva ma che fino ad ora nessuna società aveva mai applicato”.
Superchampions, il vicepresidente Uva: “La Uefa ha il dovere di tutelare i campionati nazionali”