Nella giornata di ieri, la sentenza UE ha sottolineato come il ‘monopolio’ Fifa e UEFA relativo all’approvazione di nuove competizioni vada contro il regolamento dell’Unione. Un grande passo avanti verso la Superlega, il torneo elitario che i principali club calcistici d’Europa avevano provato a creare, salvo poi scontrarsi con la forte opposizione UEFA e la minaccia di multe e sanzioni.
Differenti le reazioni alla notizia. Particolare la posizione spagnola che vede Real Madrid e Barcellona, i club principali del campionato, promotori favorevoli dell’iniziativa, nonchè fondatori del progetto, ma il presidente della Liga, Javier Tebas, come acerrimo oppositore.
Il calcio è libero anche senza Superlega
In una lunga intervista pubblicata su “La Gazzetta dello Sport”, Javier Tebas ha commentato le dichiarazioni che il CEO di A22, Bernd Reichart, ha rilasciato sottolineando come ora il calcio si “libero”.
“Penso che il calcio è libero. E lo era già prima. Poi è ovvio che si può essere più o meno d’accordo con tante delle cose che si fanno a livello internazionale. – ha dichiarato Tebas – Io, per esempio, ho manifestato pubblicamente a più riprese tanto con la Fifa come con la Uefa il mio disaccordo rispetto a diverse situazioni. Però il calcio è libero e infatti io parlo, decido, critico, attacco, partecipo o esco da organismi pubblici cercando di difendere sempre gli interessi della Liga.
E mi permetta di divagare: quelli di A22 hanno dedicato grandi attenzioni a spiegare il formato della loro nuova competizione, ma non hanno detto granché sulla governance della stessa. Per esempio: varrà la regola un club-un voto? Sospetto di no, perché questo non è il criterio che piace al presidente del Real Madrid, Florentino Perez. Per lui i più ricchi devono pesare più dei poveri. Dovrebbero spiegare come si organizzeranno e come sarà diviso il denaro che incasseranno“.
Calcio gratis per tutti in tv?
Fra le novità proposte dalla Superlega la diffusione gratuita delle partite in tv. Tebas non sembra dare credito a questa proposta: “si ricorda che io ho sempre fatto riferimento a un fantomatico Bar della Superlega, il locale dove alle 4 di mattina i soci del progetto lanciavano al mondo idee bislacche? Beh, evidentemente devono aver spostato l’orario di chiusura di quel bar dalle 5 alle 7 di mattina, perché oggi è economicamente insostenibile poter pensare di trasmettere il calcio gratis. Uno che teoricamente sa qualcosa di diritti audiovisivi non potrebbe mai dire una cosa del genere“.
La stoccata a De Laurentiis
Il torneo sarà a 64 squadre, un formato che troverà consenso? Tebas boccia anche questo aspetto: “mi sembra impossibile, soprattutto pensando che ha risposto in maniera negativa anche il governo inglese. Se non sbaglio l’unico che ha mostrato interesse è il presidente del Napoli, Aurelio De Laurentiis, uno che tratterebbe su qualsiasi cosa, anche se gli proponessero partite di 30 minuti. In compenso il presidente della Federcalcio, Gabriele Gravina, è stato chiaro, ha reagito rapidamente e in forma contundente“.
Niente Superlega per i prossimi 100 anni
“Guardi, scherzo spesso sul fatto che Florentino Perez non perde mai. Le spiego, Florentino Perez perde eccome, in questi anni di rovesci ne ha subiti, però riesce sempre a costruire un racconto dei fatti nei quali lui non esce mai sconfitto“, spiega Tebas che poi si esprime in maniera netta e diretta: “anche ora è così: la Superlega non si farà però lui canta vittoria. Non si farà nei prossimi 100 anni. E che le partite siano tutte gratis in tv non succederà in 1000 anni. Ora i diritti tv valgono 13 miliardi e qui si parla di trasmettere tutto in chiaro o addirittura su una piattaforma Ott. Sono molto credente, ma il miracolo della moltiplicazione dei pani e dei pesci l’ha fatto Gesù, non il Ceo di A22. Come si chiama? Devo ricordarmi il suo nome perché mi sfugge sempre“.
E adesso?
“Continua un procedimento giudiziario che sarà lunghissimo, perché la Corte Europea ha affidato gran parte delle risposte al Tribunale Mercantile di Madrid che aveva chiesto il parere dell’organismo di Lussemburgo e si tratta di un organo giudiziario nazionale che segue il suo corso: sentenza di primo grado, appello e cassazione. Ne avremo per un po’ di anni“, spiega il numero 1 del calcio spagnolo.
Il paragone con l’Eurolega
Si è fatto spesso il paragone fra Superlega calcistica e l’Eurolega di basket, torneo che, alla sua genesi, ha avuto tanti detrattori, ma oggi rappresenta il massimo livello del basket europeo.
“La differenza in termini di volume d’affari è abissale e so che alcuni dei dirigenti delle squadre non sono contenti, e infatti l’ambiente all’interno dell’organizzazione non è dei migliori. – chiarisce Tebas – Anche perché hanno attribuito tanti posti fissi ai club e ora non sanno come uscirne“.
Meriti sportivi o posto assicurato?
Secondo gli ideatori, la Superlega si baserà su meriti sportivi, nessuno avrebbe il posto ‘assicurato’. Tebas non ne è convinto: “non è così. Solo due squadre entrano nella prima fascia dalla seconda e lo stesso dalla terza alla seconda. Nella Star League, il primo livello, ci saranno sempre i club migliori, quindi questo modello è più chiuso di quello che si presentò nel 2019 e appena appena più aperto di quello disegnato nel 2021. Ma aperto davvero non è“.
A cena
In conclusione, rispondendo a una battuta su quante cene dovrebbero servire per avvicinare Javier Tebas agli ideatori della Superlega, il numero 1 del calcio spagnolo ha risposto: “infinite”.