Il presidente dell’Honduras, Juan Orlando Hernandez, ha condannato “il terroristico“ e “inumano” comportamento dei tifosi di calcio che nella giornata di sabato si sono resi protagonisti di scontri chiusi con la morte di quattro persone. In una lettera aperta al popolo onduregno, Hernandez ha attaccato i “delinquenti” e membri delle bande criminali (“pandilleros”) “travestiti da tifosi” promettendo che i fatti non “rimarranno impuniti”. Il capo dello stato ha esortato tutti a fare “la loro parte” per cacciare “i delinquenti e i terroristi” dal calcio, e dato ordine “di catturare i responsabili di queste morti e aggressioni che hanno riempito di dolore e lutto la nazione intera e il mondo sportivo”. La polizia nazionale onduregna ha offerto una ricompensa fino a 350.000 lempiras, l’equivalente di quasi 12.900 euro, per le informazioni che possano permettere l’arresto di persone coinvolte nei fatti.
Le tensioni sono iniziate con l’assalto dei tifosi al pullman che stava portando i giocatori del Motagua allo Stadio Nacional della capitale onduregna, Tegucigalpa, in vista della partita che avrebbero dovuto disputare contro l’Olimpia. Il lancio di sassi contro la vettura, con il ferimento di tre giocatori, ha convinto la società del Motagua a disertare l’incontro, poi annullato dalla federazione, mentre la squadra dell’Olimpia si è riparata all’interno dello stadio. Le morti si sono prodotte nel corso dei violenti scontri tra le “barras”, le fazioni più estreme delle tifoserie, registrati nelle ore successive.