Una situazione surreale, che pure ha fatto molto scalpore. Il famoso tweet del calciatore del Manchester City, Bernardo Silva, nei confronti del compagno di squadra, Benjamin Mendy, era stato ritenuto meritevole di un procedimento per condotta scorretta da parte della Football Association. Nel tweet in questione si vede una foto di Mendy da piccolo, accanto al logo dei cioccolattini spagnoli “Conguitos” (una papera di cioccolato), accompagnata da un emoticon sorridente con la scritta “Indovina chi?”. Silva aveva rimosso il post (“In questi giorni non si può nemmeno scherzare con un amico”, aveva scritto) che però non era sfuggito all’associazione anti-razzista “Kick it Out” che ne aveva segnalato il contenuto alla Football Association
Oggi la FA ha inflitto una giornata di squalifica al centrocampista portoghese e un’ammenda di 50.000, pur riconoscendo che non c’era la volontà di rivolgere un’offesa razzista a Mendy. “Il giocatore non intendeva essere offensivo e in alcun modo razzista. E’ chiaro che il tweet non era altro che uno scherzo tra amici. Tuttavia non era una comunicazione, il post era su una piattaforma di social media esposta alle migliaia di follower di un calciatore professionista di alto profilo. Molte persone che hanno visualizzato le immagini rappresentate nel tweet si potevano sentire offese dal contenuto che faceva riferimento alla razza, al colore e all’origine etnica in un modo che indubbiamente porta discredito al gioco del calcio”, le motivazioni della FA.
La Football Association ha anche ricevuto una lettera dello stesso Mendy a difesa del suo compagno di squadra. In realtà nei giorni scorsi si erano schierati con Silva anche Guardiola, Fernando Santos, Sterling e altri calciatori, tutti pronti ad assicurare che il razzismo non ha nulla a che vedere con il giocatore dei Citizens. Nonostante tutto il portoghese salterà il match con il Chelsea del prossimo 23 novembre.