Il 31 dicembre del 1941 il Regno Unito vedeva due nascite importanti e celebri, anche se per ragioni ben diverse. Mentre impazzava la seconda Guerra Mondiale e il Giappone si apprestava ad allearsi agli Imperi centrali, nasceva l’attrice Sarah Miles, volto noto di Dynasty, una delle soap più famose degli ‘anni 70, in Scozia, un po’ più a nord, nasceva uno dei più grandi uomini sportivi che il calcio abbia mai avuto l’onore di conoscere, Sir Alex Ferguson. Padre di tre figli, grande sostenitore del partito laburista ed emerito ambasciatore UNICEF, Ferguson ha insegnato calcio all’Università, ha partecipato ai più grandi ricevimenti della regina Elisabetta, ha dato il nome ad una strada di Manchester e, ancor di più, ha dato tutto e ancora di più ai calciofili appassionati.
Nato e cresciuto nella comunità cantieristica di Govan, a Glasgow, il giovane Alex era ritenuto brillante a scuola e nella vita, ma poco propenso a stare sui libri, preferiva prendere a calci un pallone insieme al fratello minore Martin e agli amici delle case popolari. Il suo talento era ben visibile e a 16 anni è stato scritturato dal Queens Park Rangers, che allora militava nel campionato dilettantistico, segnando l’unico gol della sua squadra in quell’anno, il 1958. Le cose diventano serie quando passa la St. Johnstone nel 1960 quando, pur mostrando grande abilità sotto porta, fatica a trovare spazio.Nel 1964 diventa professionista passando al Dunfermline Athletic, nella Prima Divisione scozzese e qui diventa capocannoniere mettendo a segno 31 gol nella stagione 1965-66. Ed è qui che inizia a mostrare la mentalità da futuro manager, guidando i compagni di squadra con le sue vaste conoscenze dei giocatori avversari e non lesinando istruzioni durante le partite. Nel 1967 passa ai Glasgow Rangers per la cifra record di 65.000 sterline, ma la sua esperienza casalinga si concluderà tristemente dopo la sconfitta, fatta ricadere pesantemente sulle sue spalle, contro il Celtic durante la finale di Coppa di Lega nel 1969. Dopo quattro stagioni al Falkirk, chiuderà la sua carriera da calciatore allo Ayr United nel 1974.
Nel 1974, a 32 anni inizia così la carriera di manager di Alex Ferguson, sulla panchina dell’East Stirlingshire, prosegue al St. Mirren dove, nonostante nel 1977 riesca a portare la squadra in Prima Divisione, viene licenziato per inadempimenti contrattuali. Ma è nell’Aberdeen che Ferguson capisce di aver preso la strada giusta, entrando nel giro dei manager di primissimo livello. Qui Ferguson riesce a vincere ben tre titoli nazionali, rompendo il duopolio che sino a quel momento aveva visto trionfare soltanto Celtic e Rangers. Ma non solo. Il futuro Sir si porta a casa quattro Coppe di Scozia, una Coppa di Lega, una Supercoppa e una Coppa delle Coppe in appena otto stagioni. Non ci vuole molto per fare il salto di qualità. Nel 1986, a 45 anni, Alex Ferguson viene notato e scritturato dal Manchester United. Dopo un difficile inizio i successi inizian ad arrivare nella stagione 1989-90 con la vittoria dell’FA Cup, preludio ad una serie di vittorie negli anno a venire: la Coppa delle Coppe nel 1991, la Coppa di Lega nel 1992 e il fantomatico campionato di Premier League nel 1993. Ma la sua definitiva affermazione arriva nella stagione 1998-99 quando divenne il primo manager britannico a vincere Premier League, FA Cup e Coppa dei Campioni (battendo Inter, Juventus e Bayern Monaco dai quarti in poi), una stagione che ha dato il via ad una serie straordinaria di successi del grande Manchester: tre titoli consecutivi in Premier League, quattro in cinque anni. Proprio in quell’anno la regina lo nomina Knight Bachelor e da quel momento verrà conosciuto come Sir Alex ferguson. Nel 2003 arriva invece un prestigioso riconoscimento personale, il premio di Manager of the Decade, assegnatogli dalla Federcalcio inglese in merito ai suoi primi anni in Premier League.
Il resto è storia. Nel 2010 Alex Ferguson batte il record di giorni consecutivi sulla panchina del Manchester United: 8.811 giorni, cioè 24 anni, un mese e due settimane sulla panchina dei Reds, un primato che apparteneva a Matt Busby, un altro scozzese che guidò il Manchester United dal 1945 al 1969 e poi nella stagione 1970-71. Nel 2012 un altro premio, stavolta alla carriera: il FIFA Presidential Award e a seguire viene nominato dall’Istituto Internazionale di Storia e Statistica del Calcio, allenatore del XXI secolo. Nello stesso anno fa registrare due record storici per il calcio inglese e per la storia dei rossi di Manchester: la millesima partita con lo United e la centesima partita in Champions League. Nel maggio del 2013 lascia la sua casa, la sua panchina e molto di più, a David Moyes, giovane e motivato allenatore in arrivo dall’Everton. La sua autobiografia ‘Alex Ferguson, my autobiography’ è uscita in Italia l’anno scorso e Sir Alex, pimpante più che mai, ha girato l’Europa per presentarla. “La pensione è per i giovani, non per i vecchi. I giovani possono trovare nuovi interessi. Quando sei vecchio e sei stato nel giro per il tempo che ci sono stato io, se dovessi scendere, dove pensa me ne potrei andare? Sotto terra. Mi creda. La pensione è per i giovani. Se invecchi, non ci andare in pensione”, diceva. Ma prima o poi il ciclo finisce anche se le leggende come Sir Alex Ferguson vivranno per sempre. Tutto questo per fargli i nostri auguri per un buon 74esimo compleanno, un tributo che non poteva più aspettare.