Adrian Mutu: il “Fenomeno” della Fiorentina tra problemi con la cocaina e contenziosi

Si rinnova il classico appuntamento con la nostra rubrica "L'uomo del giorno". Protagonista di oggi è Adrian Mutu, ex attaccante rumeno

Se dici Romania e pensi al calcio ti vengono in mente subito due nomi. Il primo è, ovviamente, Gheorghe Hagi, il secondo è Adrian Mutu, miglior marcatore della Nazionale a pari merito proprio con il Maradona dei Carpazi. Nato l’8 Gennaio del 1979 a Clinesti, Mutu muove i primi passi nell’Arges Pitesti. Si trasferisce poi alla Dinamo Bucarest esplodendo definitivamente. Di lui si accorge l’Inter. Collezionerà solo 10 presenze in campionato e segnerà le sue uniche due reti in maglia nerazzurra in Coppa Italia. Viene ceduto in comproprietà all’Hellas Verona. Segna 4 reti contribuendo alla salvezza degli scaligeri. Nella seconda stagione al Verona realizzerà 12 reti, ma non basteranno a salvare la squadra dalla retrocessione, nonostante calciatori come Gilardino, Oddo, Cannavaro e Camoranesi in rosa. Con il Verona in Serie B, Mutu passa al Parma e fa le fortune dei ducali tra campionato e coppe. Attira le attenzione dei grandi club grazie ai 18 gol messi a segno in Serie A. A spuntarla è il Chelsea del neo-proprietario Roman Abramovich. Un rapporto burrascoso, che terminerà quando nel 2004 viene scoperta la positività alla cocaina: squalifica di 7 mesi e una multa di 20.000 sterline dalla Football Association.

Nel Gennaio 2005 la Juventus tessera Mutu utilizzando una stratagemma: con i posti per extracomunitari esauriti, la società bianconera chiederà un favore al Livorno, società con posti per extracomunitari ancora disponibili, che tessera a zero il romeno girandolo subito alla squadra di Capello. Sarà l’inizio di un contenzioso che vedrà coinvolte le tre parti, Mutu-Juve-Chelsea per 10 anni, con gli inglesi a chiedere un risarcimento al giocatore e ai bianconeri. A fine stagione 33 presenze e 7 reti in campionato, oltre a 3 reti in Coppa Italia ed una in Europa, contro il Rapid Vienna. Dopo lo scandalo Calciopoli, si trasferisce alla Fiorentina. E’ subito grande amore con città e tifosi. Realizzerà 16 gol a fine campionato, trascinando insieme a Toni i viola al quinto posto, che sarebbe stato terzo senza la penalizzazione.

Dopo altre buone stagioni, inizia ad essere tartassato dagli infortuni. Inoltre, dopo un nuovo controllo antidoping risulta positivo alla sibutramina, stimolante che annulla gli effetti della fame. Il romeno verrà sospeso in via cautelativa, verrà poi trovato positivo alla stessa sostanza anche dopo la gara contro la Lazio di Coppa Italia, venendo squalificato complessivamente per 9 mesi. Dopo cinque stagioni il rapporto con la Fiorentina si logora. Mutu sigla un biennale con il Cesena ma retrocede con i romagnoli nonostante gli 8 gol messi a referto. Si trasferisce in Francia, all’Ajaccio. Due discrete stagioni, poi il ritorno in patria con il Petrolul Ploiesti, breve avventura in India e chiusura di carriera nuovamente tra le mura amiche con il Targu Mures.

Dopo il ritiro ha fatto il direttore generale della Dinamo Bucarest, poi ha allenato il Voluntari e le riserve dell’Al-Wahda. Adrian Mutu giocava per sfogarsi. Calciava, portava i suoi compagni davanti alla porta. E poi segnava, gol bellissimi e meno belli, ma ne faceva tanti. Follia, classe, genio e sregolatezza. L’uomo che la Fiesole chiamava “il fenomeno”. E ogni volta che segnava Mutu si inchinava al suo pubblico. Poi un dito davanti alla bocca come per zittire le critiche o le voci che circolavano su di lui, come a dire: “Zitti e Mutu”.