Di personaggi particolari il calcio ne ha regalati tanti. Ma Jorge Campos è qualcosa di diverso. L’ex portiere del Messico è una leggenda. Un portiere stravagante, che si disegnava da solo le divise (con colori a dir poco sgargianti) e che giocava anche da attaccante. E dire che arrivò tardi al calcio. Fino a 22 anni provò gli sport più svariati: dal tennis al basket, dal baseball al surf. Inizia come punta, cosa che gli resterà impressa per tutta la carriera, tant’é che tornato tra i pali si concede spesso qualche offensiva. Specialmente vista la concorrenza di Rios, più giovane di lui, che gli ruba spesso il posto tra i pali. 14 i gol in 37 presenze nella Primera División, primo marcatore della squadra. L’Arlecchino del calcio. Divise eccentriche, che facevano impazzire i tifosi, come lui stesso dichiarò: “Che m’importa? A fine partita c’è sempre qualcuno che vuole la mia maglia”. Ai Mondiali ’94 sfoggia completi stravaganti e di almeno tre taglie più grandi. Tra lui e la gloria si mette di mezzo Blatter. L’allora presidente Fifa Blatter gli vietò di giocare in due ruoli e nel 1998 gli impedì di indossare le sue divise. Lo chiamano El Brody, vezzeggiativo ispanico di brother.
Una volta ritiratosi dal calcio giocato, Campos si è impegnato nel sociale con campagne per l’ambiente, ha aperto anche una catena di fastfood, è stato per anni un uomo immagine della Nike. La leggenda narra che abbia ispirato il personaggio di Ricardo Espadas della serie animata televisiva, incentrata sul calcio, “Holly & Benij”.
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