Da Balotelli a Ronaldo: storie di calciatori-padri (ma non di famiglie)

Il tweet con cui Mario Balotelli ha riconosciuto la piccola Pia come sua “dolce bambina” rappresenta soltanto l’ultimo capitolo di una saga, quella dei calciatori-padri (non di famiglia), estesa sia nel numero sia nel tempo. In Inghilterra, ad esempio, l’attaccante del Newcastle Loic Remy sta vivendo una situazione sostanzialmente identica a quella di SuperMario.

Il caso meno recente, ma senza dubbio più clamoroso, è quello di Diego Armando Maradona, che non ha mai voluto sapere nulla del figlio avuto nel 1986 da Cristina Sinagra, nonostante la palese somiglianza.

Un’altra paternità turbolenta è quella di Samuel Eto’o. Il camerunense ha ignorato le disposizioni della giustizia spagnola, che nel 2004 gli riconosceva la paternità di Ennie, e non ha mai voluto incontrare la figlia.

Il Fenomeno Ronaldo, invece, ha accolto in famiglia Alex, concepita nel 2010 con una donna brasiliana di origini giapponesi.

Sempre nel 2010, durante i Mondiali in Sud Africa, Landon Donovan e Cristiano Ronaldo si sono resi protagonisti di episodi analoghi. L’attaccante statunitense ha messo incinta una ragazza inglese, mentre il portoghese una cameriera americana. In seguito alla nascita del bambino, CR7 decise di comprare il silenzio della madre per 12 mln di euro, imponendole di non farsi vedere fino al compimento della maggiore età del figlio.