Stamani la Gazzetta dello Sport riporta delle dichiarazioni molto forti del tecnico alsaziano. Arsene Wenger infatti vorrebbe obbligare anche i calciatori a sottoporsi a regolari prelievi di sangue (e non solo agli esami delle urine come invece avviene oggi) per accertarsi che non abbiano assunto sostanze illecite. Questa proposta, può essere letta come l’estremo tentativo per convincersi che nel calcio queste cose non si fanno (anche se le carte dell’Operation Puerto inguaiano e non poco pure i giocatori della Real Sociedad, che si è scoperto essere stati clienti del dottor Eufemiano Fuentes). “Sono favorevole agli esami del sangue per i giocatori – ha spiegato ieri Wenger – perché onestamente non credo che nel calcio si facciano abbastanza controlli e sono invece convinto che si dovrebbe scavare più in profondità. Tanto per spiegare, trovo difficile credere che ai Mondiali, con 740 giocatori che vi partecipano, non ci sia mai stato un problema. Spero che l’Inghilterra sia immune dal doping, ma non lo so per certo, perché i controlli dell’Uefa sono solo sulle urine e non sul sangue, malgrado io stesso abbia chiesto svariate volte di cambiare questa procedura, e così a volte capita che si aspettino anche due ore dopo la partita per avere il campione di urina, mentre i test dovrebbero essere fatti in modo più veloce”. Il polverone sollevato da Fuentes, continua a provocare reazioni in tutto il mondo. Anche un grande del calcio europeo come Wenger si sta mobilitando per trovare delle soluzioni a tale problema. La sua proposta è molto forte, ma probabilmente sarebbe la cosa giusta da fare per accertarsi dell’uso o meno, di sostanze proibite.