“Occhio che se non gli va bene finisce a un semaforo“. Una frase infelice quella pronunciata da “El Mono” Burgos, ex portiere e a lungo vice di Simeone, in merito a Lamine Yamal, giovane talento del Barcellona che sogna la Champions League. Parole che hanno scatenato il caos tanto sull’ex calciatore quanto sull’emittente “Movistar Plus” che si è vista negare le interviste da parte dei tesserati di PSG e Barcellona nel post partita.
La stessa tv spagnola ha annunciato che prenderà: “le misure opportune per garantire che episodi del genere non si ripetano. Condanniamo qualsiasi forma di discriminazione e non permetteremo certi commenti a nessuno dei dipendenti o collaboratori vincolati alla nostra piattaforma“.
Caso Yamal: le scuse pubbliche di Burgos
Burgos si è scusato pubblicamente: “non era mia intenzione offendere nè Lamine Yamal, nè il Barcellona, nè i giocatori, la Uefa o la piattaforma Movistar Plus dove lavoro. Nel fare il mio commento ho scelto di fare una battuta ma senza voler tirare in ballo alcuna etnia o classe sociale. La mia intenzione non era quella di denigrare Lamine Yamal, anzi. Il calcio unisce tutti, non fa discriminazioni sulla base del sesso, della razza, della religione, dell’età o dell’orientamento sessuale ed è questo quello in cui credo“.
