Prosegue la nuova rubrica di CalcioWeb a cadenza settimanale. Si tratta di un’analisi sul meglio ed il peggio della settimana sportiva, “Chi sale e chi scende” insomma. Ecco dunque l’analisi sulla scorsa settimana: da Valentino Rossi a Gianni De Biasi.
SU – Delle favole europee di questa settimana sportiva quella dell’Albania è sicuramente quella a noi più vicina per diversi motivi. Primo fra tutti, quello geografico. Ci possiamo ritenere cugini degli albanesi, non fosse altro che per quello Stretto di Otranto largo circa 80 chilometri, altrimenti saremmo addirittura fratelli. Altro motivo che ci lega alla nazionale albanese sono il Commissario Tecnico Gianni De Biasi e i suoi collaboratori, Paolo Tramezzani e Angelo Pereni, tutti e tre italianissimi, ed infine anche Erjon Bogdani, che in Italia ha giocato una carriera intera. De Biasi siede sulla panchina albanese dal dicembre 2011, dopo quasi due anni di inattività. Veniva da un brutto esonero dall’Udinese, guidata per soli due mesi. Una scommessa la sua. Iniziata male, con una sconfitta contro la Georgia, e proseguita non molto meglio, con il quinto posto alle qualificazioni Mondiali passate. Poi la svolta. L’Albania in questi due anni è riuscita a battere il Portogallo, nella gara valida per le qualificazioni ad Euro 2016, e la Francia, in amichevole. Risultati su risultati. E alla fine un secondo posto alle spalle del Portogallo che vale uno storico pass per Francia 2016. Incredibile alla vigilia delle qualificazioni, un sogno adesso. I calciatori e De Biasi osannati come eroi, meritatamente. Una favola d’altri tempi, che ha il sapore delle lacrime e del sudore.

SU – Chi invece alle vittorie è abituato è oramai Novak Djokovic. 56 titoli in carriera, 12 soltanto quest’anno. Sesta vittoria sul cemento cinese del Beijing Olympic Park. Numeri da grande, anzi grandissimo giocatore. Ancora una volta a farne le spese è Rafa Nadal, che si deve inchinare al serbo con un secco 6-2, 6-2. L’unica pecca di una stagione fantastica è stata la sconfitta con Wawrinka al Roland Garros. Il numero 1 al mondo ATP, pur essendo tutt’ora in svantaggio negli scontri diretti con il maiorchino, ha messo un altro trofeo in bacheca. Una grande stagione da finire ed una nuova con un unico obiettivo: migliorare. Ancora? Il Grande Slam potrebbe non essere più soltanto un sogno nel 2016.
GIÙ – Poteva essere la sua domenica, quella della riscossa, e invece il week end di Jorge Lorenzo si è concluso con 4 punti di distacco in più da Valentino Rossi. Una vittoria già scritta. Lorenzo che martellava dal primo giro. Rossi in difesa per perdere meno punti possibili. Poi l’imprevisto. L’acqua. Il degrado delle gomme. Lo shock di Lorenzo. Il distacco che piano piano si assottiglia. Una domenica da sogno che improvvisamente si trasforma in una domenica da incubo. Dani Pedrosa che prende tutti e va a vincere, da terzo incomodo, dopo ventidue gran premi lontano dal podio più alto. Non è mai riuscito a dire la sua per la vittoria del mondiale e adesso va a vincere una gara assurda mettendo nei guai il suo connazionale. Jorge, però, può prendersela soltanto con se stesso. Con quel margine c’era solo da amministrare. Non bisognava correre rischi per cercare di rosicchiare qualche punto a Valentino. Invece le gomme e la pioggia (forse anche un po’ la troppa foga) hanno fatto uscire nuovamente vincitore il Dottore. La costanza di rendimento di Rossi sta pagando a peso d’oro e se Lorenzo non riuscirà a tenere psicologicamente da qui alla fine, allora la strada per restituire il titolo iridato al pesarese è tutta in discesa. Che Lorenzo sia andato a lezione da Marc Marquez?
SU – Fiumi di birra a Belfast per festeggiare la prima storica partecipazione agli Europei dell’Irlanda del Nord. Se consideriamo che neanche George Best, uno dei più grandi e leggendari calciatori di sempre, era mai riuscito a portare la sua nazionale agli Europei, ci rendiamo conto della portata di questo traguardo. Artefice di tutto ciò è Michael O’Neill, non di certo un allenatore di caratura internazionale, ma capace di costruire una squadra solida che addirittura si è qualificata al primo posto nel Girone F. La stella dell’Irlanda del Nord è una vecchia conoscenza del calcio italiano: Kyle Lafferty. Grande fisico, ottimo giocatore e qualche somiglianza proprio con George Best, più fuori che dentro il rettangolo verde. Lafferty, al termine della sua esperienza con la maglia del Palermo, fu definito dal suo vecchio presidente come “un donnaiolo senza voglia di allenarsi”. Sarà anche vero, ma adesso, insieme ai suoi compagni, in Irlanda è diventato un idolo e vorrà continuare ad esserlo la prossima estate durante gli Europei in Francia.
SU – Gruppo A delle qualificazioni agli Europei di Francia del 2016. Tra favorite: Olanda, Repubblica Ceca e Turchia. Peccato che nessuno avesse fatto i conti con l’Islanda. Lars Lagerback non è un pivello delle panchine, ma un esperto tecnico che ha portato negli anni duemila la Svezia a giocarsi due Europei e due Mondiali. Fino a qualche anno fa a Reykjavik forse neanche conoscevano lo sport del calcio. La nazionale islandese ha iniziato la sua storia in tempi molto recenti. E seppur senza campioni affermati, ha raggiunto grandissimi risultati, come la doppia vittoria contro l’Olanda. Il primo posto nel girone passerà dalla partita contro la Turchia, ma i biglietti d’aereo e l’albergo in Francia sono già prenotati. Nel freddo islandese la prima qualificazione storica agli europei di calcio sarà servita per scaldarsi un po’. Ma l’obiettivo di Lagerback e dei suoi non era certo quello di qualificarsi per andare a fare un viaggio di piacere tra la Loira e la Senna. La storia è già iniziata, ma ancora non è finita. In Francia per stupire tutti e continuare a fare strage di big. Chiedere agli olandesi per credere.