Continua a fare discutere l’episodio del gran premio di Malesia che ha visto protagonisti Rossi e Marquez. La commissione di gara ha respinto il ricorso della Yamaha confermando la penalizzazione di Valentino Rossi da scontare nel prossimo Gp di Valencia, dove il 36enne pesarese dovrà partire dall’ultimo posto dello schieramento. Il pilota della Yamaha è stato sanzionato per il contatto con il pilota della Honda Marc Marquez al settimo giro del Gp di Malesia. Tra due settimane a Valencia Rossi si giocherà il titolo mondiale con il compagno di squadra Jorge Lorenzo. A una gara dalla conclusione il ‘dottore’ ha sette punti di vantaggio sul maiorchino. Intervistato da Lettera 43 Alex Zanardi dice la sua opinione sulla querelle Rossi e Marquez.
Vorrei vedere Valentino che va in pista e onora la sua stagione con la miglior gara possibile. Che senza neanche bisogno di dirlo, mostra di aver compreso l’ennesima lezione di vita e di averne fatto tesoro. Vorrei vedere un Valentino che va Valencia e fa tutto il possibile per far riemergere la sua bellissima annata, perché sono profondamente convinto che tutti i piloti che corrono al Motomondiale siano lontani dall’aver dimostrato quello che Valentino invece ha dimostrato. Valentino avrebbe dovuto essere più consapevole che un clima del genere si sarebbe potuto venire a creare. O perlomeno, chi gli sta attorno, chi gli vuole bene e lo consiglia, avrebbe dovuto aiutarlo a non cadere in un tranello simile. Perché sai, alla sua età, gli puoi perdonare il fatto che con la gomma nuova in qualifica non riesca a piegare sfregando con le orecchie per terra, come fanno i suoi avversari ragazzini. Ma nessuno giustamente gli perdona il fatto che abbia reagito alla provocazione di un pilota che ha appena compiuto 20 anni. Valentino è l’ultimo dei grandi eroi dello sport. Con l’interesse che è riuscito a calamitare sulla MotoGp, da solo, paga metà dello stipendio a tutti gli altri. Non si tratta affatto di una scusante, sia chiaro. Ma l’essere umano è vulnerabile e imperfetto per natura. In questa circostanza, mi sembra che tanti ragazzi che dovrebbero mordersi la lingua si sono sentiti invece non solo autorizzati, ma addirittura in dovere di esprimere un’opinione solo per andargli addosso”.