MotoGp, svolta Rossi: il Dottore comunica la decisione sul futuro. Poi attacca Marquez e lo snobba

Il pilota italiano Valentino Rossi ha comunicato la decisione di volere continuare per altre due stagioni e poi dedicarsi alle auto

Sale l’attesa per l’inizio del campionato di MotoGp e per la bagarre tra Valentino Rossi, Marc Marquez e Jorge Lorenzo. Novità importati sul pilota italiano, il Dottore  in un’intervista alla ‘Gazzetta dello Sport’ ha fatto importanti rivelazioni: “sono fiero di quello che ho fatto, ma io tendo sempre a pensare al futuro. Come questa mattina, il primo pensiero è che manca una settimana al Mondiale, finalmente si inizia davvero».

LaPresse/Reuters
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Con Marquez esclude un ravvicinamento? Sì. Dopo quello che è successo non ci potrà mai più essere un rapporto personale tra noi due. Neanche minimo. Ma dovremo essere avversari in pista, per qualche anno spero, e lì tutti e due dovremo portarci rispetto. Quello sarà importante. Mi sono fatto fregare da Marquez. Lui mi ha veramente tradito. È arrivato dicendo che era mio tifoso, ma erano tutte cagate. Io ci avevo quasi creduto, ero pronto ad avere una rivalità matura, dando il 100% in pista, ma poi fuori comportandoti alla stessa maniera. Ma da parte sua era tutta una bugia. Ad Assen ho capito che faceva il mio amico solo se mi batteva. Troppo facile così. Per il campionato temo di più Lorenzo”.

E’ cambiata la regola della penalità: “Io non ho capito bene cosa hanno fatto. Ma si sente spesso dire che a Valentino non fanno niente, che è amico di Ezpeleta, che comanda. Invece si è dimostrato che non è così. Sarebbe stato molto meglio ricevere una penalità in Malesia, ma potermi giocare le mie chances a Valencia. Invece la Direzione Gara mi ha tolto qualsiasi possibilità di giocarmela”. Poi svela il futuro: “passeranno 5-6 gare, ma sono abbastanza convinto di continuare un paio di anni e Yamaha anche. Poi basta, anche perché mi vengono i capelli bianchi. Però a 39 anni potrò correrne una decina in auto, fare le gare più affascinanti. La 24 Ore di Le Mans. O la Dakar. Anche se lì ci si alza troppo presto».

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