Tre giorni dopo il 4-1 alla Turchia, l’Italia ha superato un altro esame del nuovo corso di Roberto Mancini. Allo Stade de France gli Azzurri hanno pareggiato 1-1 contro la Francia, al termine di una partita molto diversa da quella di Bursa ma altrettanto indicativa per capire a che punto sia il percorso della Nazionale. Dopo la sconfitta contro il Belgio e la netta vittoria sulla Turchia, il confronto con i Bleus rappresentava il primo test contro una delle squadre più attrezzate del girone. La Francia ha mantenuto a lungo il controllo del possesso, ma l’Italia è riuscita a rimanere dentro la partita anche nei momenti di maggiore pressione, reagendo al vantaggio di Michael Olise con Alessandro Bastoni. Il risultato finale racconta anche una partita decisa dai portieri e dalla capacità degli Azzurri di difendere come squadra. La Francia è passata al 54’ con una punizione dal limite di Olise, Bastoni ha pareggiato al 67’ e all’85’ i padroni di casa sono rimasti in dieci per l’espulsione di Dayot Upamecano. Nel finale, però, è stato soprattutto Gianluigi Donnarumma a impedire alla Francia di trovare il secondo gol.
Francia-Italia, una partita diversa da Bursa
Il confronto con la Turchia aveva mostrato un’Italia aggressiva, verticale e capace di indirizzare la partita già nel primo tempo. A Parigi il copione è stato differente. La Francia ha chiuso la gara con il 66% di possesso palla e nel primo tempo ha gestito maggiormente il pallone, trovando però pochi spazi contro una difesa azzurra compatta. L’Italia ha dovuto quindi interpretare una partita più attendista, accettando una fase difensiva più bassa e cercando le occasioni per ripartire. Il primo tempo si è chiuso sullo 0-0 e ha lasciato la sensazione di una gara ancora completamente aperta. Nella ripresa è arrivato il gol francese: al 54’ Michael Olise ha trasformato una punizione dal limite, portando avanti la squadra di Zinédine Zidane. La reazione italiana, però, è stata immediata. Mancini ha modificato l’assetto della squadra inserendo anche Nicolò Barella e il debuttante Vergara, aumentando la pressione. Al 67’ è arrivato il pareggio di Bastoni, che ha riportato gli Azzurri sull’1-1. È proprio nella reazione al gol subito che si trova una delle indicazioni più interessanti della serata. L’Italia non si è disunita dopo lo svantaggio e ha trovato il modo di rimettere la partita in equilibrio contro una squadra che aveva avuto il controllo del gioco per lunghi tratti.
Bastoni risponde a Olise, Donnarumma salva l’Italia
Il pareggio di Bastoni ha riaperto una partita che nel finale è diventata ancora più complicata per entrambe le squadre. All’85’ la Francia è rimasta in dieci uomini per l’espulsione di Upamecano, ammonito per la seconda volta. L’inferiorità numerica non ha però impedito ai Bleus di continuare ad attaccare. Anzi, gli ultimi minuti hanno visto la Francia aumentare la pressione alla ricerca del gol della vittoria. A quel punto è entrato in scena Donnarumma. Il capitano azzurro è stato il protagonista della partita con una serie di interventi decisivi. Sette le parate complessive, tra cui quelle su un tap-in di Dembélé, sul tiro a giro di Olise, sul diagonale di Rabiot e due conclusioni dalla distanza di Camavinga. La prestazione del portiere ha quindi avuto un peso diretto sul risultato. Non è un dettaglio secondario: contro la Francia l’Italia ha dovuto soffrire molto più di quanto fosse accaduto tre giorni prima in Turchia e ha trovato nel proprio capitano l’ultimo argine agli attacchi avversari. Donnarumma, al termine della gara, ha però spostato l’attenzione dal proprio rendimento alla prestazione collettiva: “abbiamo giocato una grande partita contro una squadra di fenomeni. Siamo stati compatti anche quando abbiamo difeso più bassi”.
Mancini: “Abbiamo difeso da squadra”
È proprio questo l’aspetto sottolineato da Mancini nel post-partita. Il CT non ha parlato soltanto delle parate di Donnarumma, ma della capacità dell’Italia di rimanere compatta anche quando la Francia ha preso il controllo del match. “Gigio ha salvato ciò che doveva ma quando c’è stato da giocare lo abbiamo fatto contro una squadra fortissima”, ha commentato Mancini. Secondo il CT, l’Italia ha saputo sia giocare sia difendere, mostrando una crescita rispetto alle prime uscite. Mancini ha spiegato di aver rivisto contro la Francia alcuni elementi già mostrati nel secondo tempo della partita persa all’esordio contro il Belgio: “credo che tutto quello che abbiamo visto oggi ci sia stato anche nel secondo tempo con il Belgio”. Il percorso, dunque, non viene considerato concluso dopo il 4-1 alla Turchia né dopo il pareggio di Parigi. “Stiamo crescendo anche se ci saranno momenti più o meno positivi”, ha aggiunto il CT, indicando nella continuità del lavoro il passaggio necessario per trasformare questa generazione in una Nazionale competitiva.
Dalla Turchia alla Francia: la Nazionale cresce anche nella sofferenza
Se la partita di Bursa aveva rappresentato soprattutto una risposta dopo la sconfitta con il Belgio, quella di Parigi aggiunge un elemento diverso: l’Italia ha dimostrato di poter affrontare una nazionale di primo livello anche attraverso una partita di sofferenza. È un passaggio importante per una squadra che Mancini sta ancora costruendo. Il CT aveva già spiegato dopo la vittoria sulla Turchia di voler utilizzare queste partite per capire quali giocatori potessero entrare stabilmente nel progetto. Contro la Francia è arrivato un altro test, questa volta in un contesto completamente differente. Anche Donnarumma ha parlato della necessità di lasciare ai giovani il tempo necessario per crescere. “I giovani vanno lasciati in pace, hanno bisogno anche di sbagliare per maturare e fare esperienza”, ha detto il capitano, aggiungendo che lo spogliatoio proverà ad aiutarli nel percorso. È un concetto che si lega direttamente alla linea scelta da Mancini. Dopo aver lasciato spazio a Kayode e ai fratelli Esposito contro la Turchia, la Nazionale continua a utilizzare queste partite per valutare i giovani in un contesto competitivo. Non si tratta soltanto di inserire giovani, ma di capire quali possano reggere partite di livello internazionale. A Parigi l’Italia ha trovato una risposta diversa rispetto a Bursa: non il dominio del primo tempo, ma la capacità di rimanere dentro la partita, reagire allo svantaggio e resistere alla pressione finale.
Nations League, Italia a 4 punti: Francia e Belgio davanti
Il pareggio allo Stade de France porta l’Italia a quattro punti dopo tre giornate. La Francia rimane in testa al Gruppo A con 7 punti, mentre il Belgio è secondo a quota 6. La Turchia, ancora senza punti, chiude il girone. Per gli Azzurri il punto conquistato in trasferta permette quindi di mantenere il contatto con le prime due del gruppo. Il calendario, però, resta particolarmente fitto: dopo il Belgio, la Turchia e la Francia, l’Italia dovrà affrontare nuovamente la Turchia a Bologna e poi la Francia a San Siro, prima della trasferta in Belgio. Il prossimo appuntamento sarà proprio il ritorno contro la Turchia. Si giocherà a Bologna il 5 ottobre, appena tre giorni dopo la sfida di Parigi.
Italia, la risposta continua a Parigi
Il percorso iniziato con la sconfitta contro il Belgio aveva fatto emergere soprattutto dubbi. Il 4-1 alla Turchia aveva mostrato il potenziale di una Nazionale più giovane e aggressiva. Il pareggio contro la Francia aggiunge ora un’altra indicazione: questa squadra sa anche soffrire. Mancini continua a chiedere tempo e il risultato di Parigi non cambia questa impostazione. “Questi ragazzi possono arrivare a essere un’ottima Nazionale lavorando costantemente”, ha detto il CT. Tre partite hanno quindi prodotto tre risposte molto diverse: il passo falso contro il Belgio, la reazione contro la Turchia e il pareggio contro la Francia. La nuova Italia non ha ancora trovato una forma definitiva, ma il percorso comincia ad avere alcuni punti di riferimento. E la Nations League, con tre giornate ancora da giocare, offre a Mancini altre occasioni per capire quali giocatori siano destinati a diventare punti fermi della Nazionale.



