100 giorni al Mondiale: ma in Brasile è ancora caos totale!

Mancano 100 giorni esatti all’inizio del Mondiale 2014, ma nel paese ospitante, il Brasile, regna ancora la confusione più totale. Nonostante la tranquillità di facciata, messa in mostra dalla Fifa e dall’organizzazione brasiliana, ciò che emerge è una totale disorganizzazione, oltre alle condizioni ancora malandate di alcuni stadi. Solo due giorni fa, si è registrato un nuovo problema, stavolta allo stadio Mineirao. Pioggia e vento hanno causato il distacco dalla struttura di tre placche metalliche dalla tettoia dello stadio, precipitate sul rettangolo di gioco poco prima dell’inizio del match tra Cruzeiro e Minas Futebol: non certo un episodio ben augurante in vista della competizione mondiale. Gli organizzatori brasiliani hanno iniziato il count down per arrivare preparati al grande evento e sono stati inoltre stanziati altri 27 milioni di dollari per concludere i lavori per tempo. “Stiamo andando a 200 all’ora, molto, molto oltre il normale limite di velocità, e sarà così fino al 12 giugno”. Ma tali investimenti stridono e non poco con le condizioni in cui versa il paese in questi mesi. L’ultima novità riguarda lo stadio di Curitiba, i cui lavori sono in ritardo assieme ad un altro impianto del Paese preposto ad ospitare la competizione iridata (l’Itaquerao): si va verso la cancellazione della sede

Le proteste – L’altra preoccupazione è infatti legata alle continue manifestazioni che il popolo brasiliano sta organizzando contro la crisi che sta colpendo la nazione. “Sai perché voglio che la Coppa del mondo che si giochi qui? Perché così il mondo intero potrà vedere la realtà in Brasile. La Rio che si vede qui nelle strade, non quella che si vede da fuori”, questo è lo “slogan” dei manifestanti, scesi in piazza a migliaia.ù

Ecco in merito il pensiero del Fenomeno Ronaldo: “Abbiamo i riflettori puntati su di noi ed è una buona opportunità per mostrare cos’è davvero il Brasile e il suo popolo – si legge tra le pagine della Gazzetta dello Sport – Con la realizzazione della Coppa del Mondo e delle Olimpiadi nel 2016, abbiamo la possibilità di mostrare al mondo che siamo un paese appassionato di sport. Ma siamo anche un paese economicamente forte, leader nella biotecnologia e tra i maggiori produttori di carne, minerali e soia. Tra non molto, migliaia di turisti e giornalisti stranieri sbarcheranno nei nostri aeroporti pieni di curiosità, con tanta voglia di conoscere il vero Brasile. Siamo anche un Paese caratterizzato da forti contrasti sociali, ma che ha fatto importanti progressi per superarli. Una società diversificata ma coesa”.