36 anni fa ci lasciava Nicolò Carosio, storica voce del calcio italiano: dall’improvvisazione alle polemiche

Si rinnova l'appuntamento con la nostra rubrica "Accadde oggi". Torniamo indietro al 27 settembre del 1984, data in cui ci lasciava Nicolò Carosio

Il 27 settembre 1984 moriva a 77 anni Nicolò Carosio, storica voce del calcio italiano e non solo. Commentò una marea di eventi alla radio (prima Eiar e poi Rai): dai Mondiali di calcio del ’34 e del ’38 agli Europei del 1968, ma anche partite di Coppa dei Campioni. E’ stato un vero e proprio punto di riferimento per radio e telecronisti. Nato a Palermo nel 1907, viveva le partite quasi in prima persona, raccontandole con enfasi e partecipazione. Un giorno del 1932 scrive all’Ente Italiano Audizioni Radiofoniche proponendo la sua candidatura. Convocato a Torino, improvvisa una radiocronaca di mezz’ora di un derby Juventus-Torino e quando arriva sul 5-5 viene fermato dai dirigenti, che gli offrono un contratto di collaborazione. Inizia così la sua carriera. Sembrava un attore teatrale più che un cronista. E quando il regime fascista proibisce i termini stranieri e Carosio trasforma il ‘corner’ in calcio d’angolo, il ‘cross’ in traversone e il ‘gol’ in rete.

E’ stato l’inventore dell’ormai celeberrima ‘quasi rete’, utilizzata nelle sue cronache in occasione di un tiro finito fuori di un niente. Nel centenario della sua nascita, il 2007, le Poste dedicarono un francobollo alla sua memoria. Chiude con la Rai nel 1970, quando dopo un gol annullato per fuorigioco a Riva si lamenta in diretta con il guardalinee dicendo: “Ma che cosa vuole questo etiope?”. Continua nelle emittenti private e chiude nella sua Palermo. Muore a 84 anni, a Milano, ma il suo ricordo resterà sempre vivo. Ci sembra ancora di sentirlo, a 36 anni di distanza: “Signore e signori, è Nicolò Carosio che vi parla da…”