Abete sul futuro di Prandelli: “Se ne parla dopo la qualificazione ai Mondiali”

Intervistato nel corso della trasmissione “Radio Anch’io lo Sport”, il presidente della Federcalcio Giancarlo Abete ha confermato: “Il futuro del ct Cesare Prandelli? E’ un discorso aperto, non è  affatto una situazione definita. Non c’è stato nessun tipo di contatto con chicchessia e ad oggi non è stato programmato. Dopo la qualificazione ai Mondiali, quindi speriamo il più presto possibile, ci vedremo con Prandelli e ragioneremo del nostro futuro. Ma a valle del ragionamento ci sarà la trasparenza di comunicazione e chiarezza. Siamo soggetti che rappresentano chi il CT della nazionale chi la Federazione. Davanti alla domanda relativa all’eventualità che Prandelli, una volta terminato il Mondiale, continui ad essere il selezionatore della Nazionale, il numero 1 di Via Allegri ha dichiarato: ”E’ un discorso aperto, parleremo con lui e sentirò qual è  la sua volontà. Prandelli è molto legato alla nazionale e viceversa. Lui ha manifestato anche l’intenzione di avere una continuità di presenza maggiore ed è una cosa che può voler dire solo allenare un grande club, ma è un libro aperto e non è affatto una situazione definita”. Sul match in programma martedì sera contro la Repubblica Ceca e che offre all’Italia la possibilità di guadagnare il pass per il Brasile con due giornate d’anticipo, il presidente della Federcalcio ha detto: “Abbiamo una grande occasione e faremo di tutto per coglierla per poi prepararci al meglio ai Mondiali in Brasile. La partita è ancora da disputare e come abbiamo visto con la Bulgaria non esistono partite facili”. Sarà il primo match che gli Azzurri disputeranno sul campo dello Juventus Stadium, una decisione su cui non hanno influito i dissidi nati tra la Federazione e la società Campione d’Italia a causa della bufera di Calciopoli. “Il dovere e la convinzione profonda della Figc è quello di essere la Nazionale di tutti, quindi presente in tutte le città d’Italia da Palermo a Torino. Possono esserci e ci saranno momenti di dialettica con le singole società ma questo non può indirizzare la vita della Federazione in una logica che escluda grandi stadi e città – ha spiegato Abete. E’ meglio avere una preoccupazione legata all’atteggiamento di alcuni piuttosto che venir meno al nostro ruolo. Tra l’altro Agnelli è convinto e ha appoggiato questo tipo di iniziativa, quindi andiamo a Torino con affetto e riconoscenza”. Il presidente della Figc si è soffermato, inoltre, sull’assenza di Mario Balotelli domenica mattina all’incontro con Cecile Kyenge, ministro per l’Integrazione: ”La logica e lo spirito erano di avere una delegazione, un gruppo che rappresentasse la Nazionale. Non c’era una convocazione. C’erano il ct Prandelli, Buffon, Ogbonna, El Shaarawy…Mario non c’era ma se ci fosse stato penso che il ministro avrebbe avuto piacere”.