Continua il nostro classico appuntamento con la Rubrica ‘Accadde oggi’, sono passati 40 anni dalla morte di Giuseppe Meazza. Soprannominato Peppino ha indossato le maglie di Milan, Juventus e Atalanta ma l’esperienza più importante è stata sicuramente con la maglia dell’Inter. E’ rimasto in nerazzurro per ben 13 anni conquistando tre scudetti, una Coppa Italia, due Coppe Internazionali e soprattutto due Coppe del Mondo. Protagonista anche la Nazionale con 53 presenze e 33 gol giocando per nove anni, dal 1930 al 1939. In Serie A è il quarto cannoniere di tutti i tempi nella classifica generale dei marcatori: 216 gol in 367 partite. “Grandi giocatori esistevano gia’ al mondo, magari piu’ tosti e continui di lui, pero’ non pareva a noi che si potesse andar oltre le sue invenzioni improvvise, gli scatti geniali, i dribbling perentori e tuttavia mai irridenti, le fughe solitarie verso la sua smarrita vittima di sempre, il portiere avversario”, è la descrizione del giornalista Gianni Brera. Si laureò capocannoniere della Serie A per tre volte (nel 1929-1930, nel 1935-36 e nel 1937-38) e segno’ più di tutti anche in tre edizioni della Coppa dell’Europa Centrale. “Averlo in squadra significava partire dall’1-0” diceva di lui il ct Vincenzo Pozzo.
In particolar modo una partita ha fatto la storia in Nazionale. La prima risale all’11 maggio del 1930: Ungheria-Italia, gol di Pepin, soprannome in dialetto milanese, al 17′, raddoppio sempre dell’attaccante al 65′ e tripletta al 70′, 5-0 il risultato finale. Rischiò di concludere la carriera in anticipo a causa di un infortunio, un’occlusione dei vasi sanguigni gli aveva messo fuori uso una gamba, tanto da tenerlo lontano dai campi per più di un anno. A 37 anni lascio’ il calcio giocato per iniziare la carriera da allenatore, esperienza proprio all’Inter, Atalanta, Besiktas e Pro Patria e dell’Italia come preparatore atletico.