Addio De Rossi, la conferenza stampa: “la decisione mi è stata comunicata ieri ma avevo già capito tutto”

ADDIO DE ROSSI – A sorpresa è arrivato l’annuncio da parte della Roma, quella contro il Parma sarà l’ultima partita di Daniele De Rossi, finisce l’avventura dopo 18 anni comunque di grandi soddisfazioni ma anche di qualche momento negativo. Adesso il centrocampista pensa al futuro, la prossima destinazione dovrebbe essere in MLS, la situazione sarà più chiara entro i prossimi giorni. Ecco la conferenza stampa live in diretta su CalcioWeb.

Intervento iniziale di Guido Fienga: “abbiamo comunicato la decisione di non rinnovare il suo contratto per l’anno prossimo dopo l’incontro di ieri con Daniele, abbiamo parlato a lungo, egoisticamente ho sperato che Daniele voglia accogliere l’idea di starmi accanto, mi avrebbe fatto particolarmente comodo. Sono convinto che questa cosa avverrà, la proposta è sempre valida”.

Inizia a parlare De Rossi: “per quello che riguarda la decisione di rimanere per sempre fedele a questa squadra non cambierei una virgola. Se avessi la bacchetta magica metterei qualche coppa nella mia bacheca, ma non si può. La decisione mi è stata comunicata ieri ma avevo già capito tutto, ringrazio l’ad per l’offerta e per come mi ha trattato in questi mesi, per il futuro ancora non ho voluto cercare niente. Io mi sento un calciatore e anche coi problemi fisici ho tanta voglia di giocare a pallone, non voglio smettere”.

Sul rapporto con i tifosi: “Hanno dimostrato in tanti anni di tenere a me. Io ho fatto la stessa scelta, non li ho cambiati con la possibilità di vincere. Ho avuto l’occasione di andare via, ci siamo scelti a vicenda. C’è un grande amore che continuerà”. 

“Penso che mi piacerebbe fare l’allenatore. Fare il dirigente non mi attira, ma a Roma poteva avere un senso diverso. La sensazione è che per ora si possa incidere poco. Faccio fare il lavoro sporco a Totti, spero prenda potere. Poi magari un giorno lo raggiungerò. Vero che mi accoglieranno a braccia aperte, ma vorrei imparare prima. Questa è casa mia, sono entrato in quel cancello a 11 anni la prima volta. Io voglio giocare e loro non vogliono, non sono felice ma non ho rancore. Un giorno parlerò anche con il presidente e con Franco Baldini. Devo accettarlo altrimenti mi faccio male da solo. Da dirigente avrei rinnovato il contratto a uno come me”. 

La partita con maggiori rimpianti? “Forse la più fresca è Liverpool-Roma. I rimpianti ce li hanno tutti, anche Messi che non ha mai vinto il Mondiale. Questo è un modo pieno di gente ambiziosa, io devo solo ringraziare per la carriera che ho fatto, simile a quella di mio padre, è il mio idolo e sono orgoglioso di lui. Sono un ragazzo fortunato, con compagni e avversari stupendi. L’astio che ho sentito a Napoli, a Bergamo o a Reggio Calabria mi faceva sentire vivo, sono felice di aver avuto dei ‘nemici’ che si identificavano in me”.

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