Adriano chiama l’Italia. L’ex attaccante di Fiorentina, Parma, Inter e Roma, senza contratto dopo il divorzio dall’Atletico Paranaense, confessa a Sky Sport il desiderio di tornare a giocare in Serie A. “Mi piacerebbe, adoro l’Italia – ammette – Vorrei una squadra che mi puo’ aiutare a mettere la testa a posto, anche se poi tutto dipende dall’ambiente, dal gruppo”. L’Imperatore, 32 anni, si dice pronto a firmare anche un contratto a gettone. “L’ho sempre fatto – aggiunge – So che anch’io devo dimostrare a club e tifosi che sono veramente cambiato. Sono disposto a tutto ma sono davvero cambiato”. L’ultima esperienza a Curitiba, pero’, sembra dire il contrario. Lontano dai campi dal 4 marzo 2012, da quando aveva lasciato il Corinthians, e reduce dalla breve esperienza col Flamengo senza mai giocare, Adriano aveva cominciato ad allenarsi a inizio dicembre con l’Atletico per provare a rilanciarsi. L’impegno mostrato negli allenamenti aveva indotto il club a offrirgli un contratto a rendimento, che teneva conto di gol realizzati e partite disputate, con un ingaggio base di poco piu’ di 30 mila euro al mese oltre all’alloggio a Curitiba. Per lui, pero’, appena 4 presenze: pochi minuti in Libertadores contro The Strongest e Velez Sarsfield, 90 minuti nella sconfitta col Londrina e infine l’ultima gara ancora contro il The Strongest con quella che rimarra’ la sua unica rete con la maglia del Furacao. Dopo quattro mesi, infatti, il club gli ha dato il benservito per le assenze agli allenamenti e qualche notte brava di troppo.
“Ho sbagliato tantissimo – riconosce Adriano – ma non si puo’ tornare indietro. Devo fare in modo di non commettere gli errori che ho fatto in passato. Non ho nulla da nascondere, sono quello che sono, lo so che ho sbagliato come tutti sbagliano nella vita ma dentro mi sento ancora l’Imperatore, il tiro forte c’e’ ancora”. Con l’Italia e’ un amore mai finito (“e’ la mia seconda casa”) e due persone rimaste nel cuore di Adriano sono Massimo Moratti e Cesare Prandelli. “Sono un po’ triste – dice a proposito del primo, che ha ceduto la proprieta’ dell’Inter a Thohir – E’ una figura molto importante per il club. Non ci siamo piu’ sentiti ma mi piacerebbe tantissimo rivederlo, e’ il mio secondo padre, mi ha dato la speranza di diventare un grande calciatore. Gli devo tantissimo”. Discorso simile per Prandelli, che “mi ha aiutato tantissimo a Parma, mi ha insegnato tutto come calciatore, come uomo. Gli sono molto grato. Gli faccio l’in bocca al lupo per il Mondiale”.