“Non c’e’ nessun piano ne’ un’idea condivisa sulla direzione che il sistema dovrebbe prendere. Alle elezioni si presenta un candidato che parla di giocatori che mangiano banane, invece che delineare le sue proposte per farci progredire”. A gettare l’ennesima miccia nei palazzi del calcio stamane e’ stato il presidente della Juve, Andrea Agnelli, in un’intervista a Bloomberg Tv. Si infiamma ancora di piu’ dunque la corsa alla presidenza della Figc. L’11 agosto, all’hotel Hilton di Roma, sara’ consegnato lo scettro lasciato vacante da Giancarlo Abete. E stando ai boatos il fronte dei contrari a Carlo Tavecchio avrebbe raggiunto quota 20, un terzo dei sessanta aventi diritto. In Serie A, dopo Roma, Juve, Fiorentina, e Torino, hanno detto no anche Cagliari, Sassuolo, Cesena, Empoli e Sampdoria. E Atalanta e Verona sembra siano tentate dal fronte “No-tav”.
“Da questa storia, che ormai e’ diventata un thriller, mi aspetto un finale a sorpresa. Magari entro l’11 agosto, magari subito dopo. Non posso dire altro”. A fare il misterioso e’ su La Repubblica il presidente del Coni Giovanni Malago’. “Ho pronto un piano B”, ha aggiunto avvertendo che, “il calcio italiano va resettato”. Dietro l’angolo, dunque, ci sarebbe un commissariamento della Figc che potrebbe scattare o in caso di ritiro dei candidati (Carlo Tavecchio e Gabriele Albertini) o in caso di elezione sul filo di lana che sancirebbe un mondo del calcio spaccato a meta’ e quindi ingovernabile.