Caso biglietti, l’avvocato della Juve ammette: “abbiamo sbagliato”, la Bindi rincara la dose!

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Andrea Agnelli è stato deferito per non aver impedito a tesserati, dirigenti e dipendenti della Juventus di intrattenere rapporti costanti e duraturi con i cosiddetti ‘gruppi ultrà’, anche per il tramite e con il contributo fattivo di esponenti della malavita organizzata”. Questo quanto comunicato dalla Figc in merito all’ormai noto caso biglietti legato alla Juventus. Nella giornata di oggi l’avvocato del club bianconero Luigi Chiappero, ha parlato della questione, svelando la posizione della società bianconera.

“Noi – riporta Calcio&Finanza – ammettiamo quanto ci viene contestato sulla gestione della vendita dei posti assegnati, ma quello che non ci consente oggi di andare dal procuratore federale per chiudere la partita (con il patteggiamento ndr), è che c’è un’affermazione non vera che dice di aver in qualche modo utilizzato, sapendolo, la figura di Dominello, della cui provenienza noi eravamo totalmente all’insaputa“. La Juve si dichiara dunque in parte colpevole del caso biglietti, ma l’avvocato prosegue nella disamina: “Rocco Dominello è stato intercettato per due anni e mezzo e non c’è una sola telefonata riferibile ad Agnelli. Questo è quello che più ci spiace del capo di incolpazione. Ammettiamo di aver sbagliato sotto il profilo del numero dei posti riservati e pagati ma non accettiamo che all’interno del capo di incolpazione c’è l’affermazione di aver utilizzato una persona che è quel Rocco Dominello di cui il Presidente non si è mai occupato. Questa persona è arrivata a noi insieme a un signore che si chiama Fabio Germani”.

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Infine il legale ribadisce: “non ci sono telefonate dirette tra Dominello e Agnelli e in quelle indirette tra il presidente e D’Angelo si parla di Rocco come di un tifoso di un ultrà: Agnelli non conosceva Rocco ne’ sapeva chi fosse. Se per caso lo conosceva, lo conosceva come tifoso e referente di una curva”.

Il presidente della commissione Antimafia, Rosy Bindi ha rincarato la dose rispondendo al legale bianconero: “Forse alcune carte non le ha l’avvocato: quando si dice sicuro che il presidente non ha incontrato Rocco Dominello. Lei continua a dire che non ci sono stati rapporti ma da alcune intercettazioni emerge il contrario. Noi abbiamo interpellato la società attraverso l’avvocato che ha esordito alla seduta della volta scorsa dicendo che sarà il presidente stesso a venire. Non sarà l’unico: il problema riguarda anche altre società e saranno chiamati qui altri presidenti di altre società con lo scopo di individuare insieme come uscire da una realtà innegabile”.