Un’ora e mezza di confronto “cordiale”. Il presidente della Juventus, Andrea Agnelli e il n.1 della Figc, Carlo Tavecchio si sono parlati il tempo di una partita di calcio per mettersi alle spalle gli attriti del passato e tentare un disgelo che serve più che mai al mondo del pallone. L’occasione l’ha offerta il match dell’Olimpico in programma con la Roma, ma alla visita, in agenda da martedì scorso, i due lavoravano da un po’ di tempo. Sul tavolo la riforma deiw campionati (la Lega di A e B stanno stringendo i tempi per una proposta comune) e, inevitabilmente, il caso Parma su cui ha tuonato il presidente del Coni, Giovanni Malagò (“fuori i responsabili, o interverremo noi”) che in mattinata ha ricevuto a Palazzo H proprio il n.1 del club bianconero. Poi Agnelli ha incontrato casualmente nell’hotel che ospita la squadra di Allegri, il patron della Roma, James Pallotta: ne è seguito un breve incontro a conferma dei buoni rapporti tra i due club. Quindi la tappa in Federcalcio, lasciata poi senza dichiarazioni. “Ho deciso di partecipare all’assemblea di lega di venerdì per dimostrare che la federazione non può permettersi di avere delle situazioni che possono portare nocumento all’immagine del calcio italiano”, commenta invece Tavecchio all’uscita dalla Figc. Mentre sta parlando, il patron della Lazio Claudio Lotito, giunto in via Allegri, resta in auto per evitare i cameraman e poi si lamenta quando questi lo riprendono mentre entra nella sede federale. Su di lui ha parlato anche Malagò. “Se Lotito ha questo tipo di consenso all’interno dell’assemblea – la ‘provocazione’ -, forse è giusto che diventi lui il presidente della Lega di Serie A, così si esce fuori dall’equivoco una volta per tutte”. Il capo dello sport italiano non ha chiuso a una presenza del laziale nella commissione riforme costituita dopo che Tavecchio gli ha tolto la delega per la telefonata con Iodice. (“Ognuno lì è padrone di farsi rappresentare da chi vuole”). Ma non può non sottolineare la celerità con cui la Figc ha concesso al n.1 biancoceleste la deroga per querelare il dg dell’Ischia. Deroga che, invece, non era stata data all’ad juventino, Beppe Marotta che voleva agire proprio contro Lotito per la ormai famosa gaffe sul suo aspetto fisico. “I discorsi sono due – rileva Malagò – o è stato sbagliato a suo tempo il discorso sul dg della Juve, e attenzione deve essere dimostrato, oppure non ho capito per quale motivo qui si è ritenuto di agire in modo diverso. Stiamo verificando se è vero che ci sono stati due pesi e due misure. Questo non è accettabile”. Dalla Figc trapela che la richiesta di Lotito è arrivata martedì scorso (prima quindi del consiglio di venerdì). Resta il fastidio juventino che probabilmente Agnelli ha manifestato sia a Malagò che a Tavecchio. E, intanto, 12 club di Lega Pro si sono rivolti all’istanza superiore del Coni per chiedere la convocazione dell’assemblea e discutere della revoca del presidente Mario Macalli. A conferma che per pacificare il calcio serve ben più di un’ora e mezza.
Agnelli a Roma per incontrare Tavecchio. E Malagò provoca: “Lotito? Faccia il presidente di Lega”
Il presidente della Juve ha incontrato oggi il numero uno della Figc