Andrea Agnelli, patron della Juventus, dismesso dall’incarico qualche mese fa dopo le indagini della Procura di Torino per presunte irregolarità, ha lasciato una lunga intervista al Telegraaf, trattando vari argomenti.
“Il 27 marzo si vedrà se il caso verrà archiviato. Mi sono dimesso per potermi difendere in tribunale . Non volevo appesantire la Juventus con questo”, ha esordito.
La SuperLega
Nell’intervista c’è stato spazio anche per la SuperLega, argomento delicato e tanto chiacchierato: “il progetto è ancora vivo e forte“, ha precisato, affermando poi di aver deciso di promuoverlo “per vari motivi che si possono riassumere in uno : La UEFA comanda tutto e non possiede niente. Il divario della Premier rispetto agli altri campionati sta crescendo e sta diventando incolmabile. La Superlega è necessaria perché se il calcio continua ad essere così prevedibile, la gente si allontanerà sempre di più dagli stadi. Il sistema attuale non lascia alternative alle squadre storiche, molte delle quali come Anderlecht, Celtic, Benfica, Panathinaikos o Stella Rossa Belgrado, solo per citare alcuni esempi. Ci sono stati casi drammatici: l’Ajax è stato proclamato campione d’Olanda nel 2019, ha vinto Coppa d’Olanda e Supercoppa e ha giocato le semifinali di Champions League. Due mesi dopo, il club avrebbe potuto essere eliminato nel turno preliminare della nuova Champions League…”
“Nel 2019 eravamo pronti a fare il grande passo. Ceferin e io andavamo mano nella mano. è iniziata una rivoluzione interna, ma nei grandi campionati e anche nelle principali federazioni e Ceferin ha fatto marcia indietro”, ha aggiunto Agnelli, che definisce l’Uefa “un monopolio manuale“, chiedendosi “perché i presidenti di Uefa e Fifa vengono rieletti più e più volte senza che compaiano nuovi candidati? Ceferin e Infantino faranno tutto il possibile per restare al potere e conservare i loro privilegi. Anche così, se Ceferin mi chiama, risponderei al telefono. È il padrino di mia figlia“.
Secondo Agnelli, le cose potrebbero cambiare se la Corte di giustizia dell’Unione europea (CGUE) fosse d’accordo con i fondatori della SuperLeague e ritenesse che la UEFA gode di un monopolio, formato proibito dalle leggi dell’Unione europea:: “sono curioso della sentenza della CGUE, che deve decidere se la UEFA può mantenere o meno il monopolio sul libero mercato in Europa. Se è così, la Corte non considererà il calcio, con un fatturato annuo di circa 50 miliardi di euro e 700.000 posti di lavoro, come un’industria economica, ma come un piccolo gioco“.