Il recente Report dell’Uefa, ha fatto molto discutere ed ha sollevato problemi e dinamiche davvero pericolose. “In quanto custode del calcio in Europa – scrive Ceferin – l’Uefa deve rimanere vigile e prendere atto delle tendenze meno positive evidenziate nella relazione, come un ritorno alla forte crescita dei salari e la crescente concentrazione di sponsorizzazioni e ricavi commerciali tra una manciata di club”. Giusto quanto dice Ceferin, vediamo dunque cosa ha evidenziato l’Uefa in merito alle ultime vicende economiche del calcio europeo.

C’è un clamoroso squilibrio tra i nove club più facoltosi d’Europa, ed il resto dei “poveri” club meno abbienti. Manchester City, United, Liverpool, Chelsea, Arsenal, Barcellona, Real, Bayern Monaco e Psg, detengono buona parte dei profitti dell’intera area Uefa. Calcio&Finanza riporta un dato significativo del dominio di questi nove club, i quali hanno incrementato il proprio reddito di circa 100 milioni di sterline l’anno negli ultimi sei anni. La classifica dei fatturati la guida il Real (578 milioni di fatturato), seguito da Barcellona (561 mln), United (521 mln). Ceferin ha però sottolineato anche l’importanza e l’ompatto del Fair Play finanziario, definito “la chiave di volta per ridurre le perdite finanziarie. Un club che spende molto di più di quello che guadagna, come ha fatto il Manchester City prima di essere sanzionato è ormai una cosa del passato”. Il dominio della Premier League si può sintetizzare in poche righe: le 20 squadre della Premier League da sole fatturano ogni anno quasi 4 miliardi di sterline, più dei 597 club più piccoli dei 48 campionati europei messi insieme.